Om Quando il mondo era in guerra continuavamo a ballare
Metto il vinile sul piatto dell'impianto stereo, alzo il volume, siedo in poltrona. Pomeriggio d'inverno, quadrifonia, Lana del Rey. Questa stanza ha un suono particolare: le pareti, interamente ricoperte dal pavimento al soffitto di scaffali pieni di libri, restituiscono un effetto sonoro caldo, intimo. Partono gli archi - prima il violoncello, poi due violini a distanza di quattro battute uno dall'altro: potrebbe sembrare un'ouverture di Respighi o di Villa-Lobos, e invece ecco la voce, nelle note più basse del pentagramma in chiave di sol.
à Lana del Rey.
Mezzosoprano drammatico, in questo album canta volutamente senza emozione, una voce "anestetizzata" come ha scritto qualche critico. Secondo la rivista britannica NME, invece, Del Rey canta "like a perfect mannequin".
A ogni ascolto, Born to die è per me una nuova sorpresa: una parola sussurrata che prima non avevo inteso, un violino che sottolinea all'unisono il canto, una singola nota diversa nel secondo passaggio di un ritornello - e l'incanto si rinnova.
CONTIENE UN'ANALISI DI TESTO E MUSICA DI TUTTE LE CANZONI, TONALITÃ E STRUTTURA ARMONICA, NOTIZIE SULLA VITA DI LANA DEL REY DALL'ADOLESCENZA A LAKE PLACID AI PICCOLI LOCALI DA MUSICA DI NEW YORK, DALL'INGHILTERRA ALLA CALIFORNIA, OLTRE A COMMENTI CRITICI, RECENSIONI, STUDI UNIVERSITARI E 44 FOTOGRAFIE A COLORI.
A trentotto anni di età e a dodici da quando è arrivata al grande pubblico, Lana Del Rey è oggi, probabilmente, nel cuore vivo della sua parabola artistica. La sua ispirazione non sembra affievolirsi; a ogni nuovo disco si avvale di collaboratori e autori già conosciuti, come di altri nuovi. I suoi testi sono passati da una fiction evocativa e cinematografica a liriche più intimiste, autobiografiche; gli arrangiamenti e la produzione piegano le musiche, anche se di compositori diversi, a uno stile uniforme, lo stile Del Rey.
Ai suoi esordi, questo costrutto estetico era percepito come insincero, una prodotto industriale creato con tecniche di marketing - una persona, una maschera, o ancora, come Del Rey stessa canta in Gods and monsters, "a groupie incognito posing as a real singer", una groupie in incognito che si spaccia per una vera cantante.
Ricordiamo che nel 2012 l'Observer la definiva con scherno "una cantante pop fallita che si è fatta iniezioni alle labbra, ha cambiato nome e ora racconta una storia di vita in roulotte che rende la sua esibizione da chanteuse del New Jersey adatta a Urban Outfitters, come un paio di Levi's attillati." (Foster Kramer, Observer)
Come riassumono Alex Abad-Santos e Constance Grady per il sito Vox: "nel 2012 le persone dicevano che Lana Del Rey era un falso. Ora dicono che è una delle migliori pop star della sua generazione."
Sorprende constatare quanto questo criterio di autenticità considerato non solo positivo, ma essenziale per i protagonisti dell'arte e della cultura, sia cambiato nel tempo; oggi il pubblico percepisce come naturali anche cantanti che si nascondono dietro pseudonimi e progettano il proprio personaggio pubblico come un prodotto artistico aggiuntivo.
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