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Cesare si avventurava in Gallia senza nessun disegno ben definito, con scarsa conoscenza del paese e delle sue genti , con non poca trepidazione. Il caso gli aveva dato il governo delle due Gallie così all¿improvviso e all¿impensata, nel febbraio dell¿anno precedente; egli era stato, tutto quell¿anno, siffattamente preso dalle turbolente contese e dagli arruffati intrighi politici, che non aveva potuto informarsi a fondo sulla Gallia, sia leggendo i libri dei viaggiatori, sia consultando i banchieri, i mercanti, gli uomini politici che dalla Gallia narbonese erano in relazione coi Galli liberi.
Il sole tramontava fra una nuvolaglia grigiastra che si era distesa, a poco a poco, gonfiata dal vento di ponente, sopra l'Atlantico. Le onde, che riflettevano la luce, rumoreggiavano, correndo velocemente sull'immensa distesa fra le coste americane e le quattrocento Bermude poste, come tanti ridotti, intorno alla grande Bermuda, la unica isola abitata di quel vasto arcipelago sperduto in mezzo al grande Oceano orientale. Due navi avanzavano, coperte di vele fino al pomo degli alberetti, rollando dolcemente sotto i colpi delle onde che le investivano sulla dritta, sollevandole con fragore.
NELLA Catastrofe degli avvenimenti, che vanno sempre più riducendo questo secolo in un gran ristretto di tutti gli passati, le risoluzioni, e talenti di Christina Alessandra Regina di Svetia occupano un posto molto riguardevole. Che una Regina di nascita, e di spirito sì sublime, & epilogo di tutte le Virtù deponga voluntariamente lo Scetro, e venga à piedi del Vicario di Christo, per ricevervi nelle di lui benedittioni una Corona di Paradiso, è risoluzione, che troppo eccede l¿humana capacità non che il costume; il Mondo non hà forse più veduto, chi per far acquisto della vere fede habbia abbandonati i proprij Regni, e per arricchirsi delle gioie del Cielo, si sia spogliato de tesori de...
Era la mattina dell'ultimo di gennaio del 1842, o del 1843, salvo il vero, e Milano, come quasi sempre le succede in quel torno, era tutta avvolta nella nebbia; una nebbia bigiognola, bassa, fitta fitta, proprio (si diceva così anche allora) da tagliar col coltello. Tuttavia, nemmeno col freddo nè col tempaccio, Pompeo Barbetta, che per colazione s'era ben bene impinzato di panna e di burro, non avea voluto rinunziare alla sua passeggiata per fare il chilo, e mentre l'orologio della torre dei Mercanti batteva le dieci e mezzo, egli, lemme lemme, sbucava, tutto inferraiolato e col naso sepolto nel bavero, da una delle tante stradette che facevano capo in Piazza del Duomo.
Nella seconda metà del secolo quinto avanti Cristo, Roma era ancora una repubblica aristocratica di contadini, di circa 450 miglia quadrate di superficie , e con una popolazione libera, sparsa quasi tutta nella campagna e divisa in diciassette distretti o tribù rustiche, che non poteva superare le 150 000 anime . Il maggior numero delle famiglie possedevano un piccolo campo; e genitori e figli, vivendo nel piccolo tugurio e lavorando insieme, lo coltivavano quasi tutto a grano, con poche viti ed ulivi; pascolavano sulle vicine terre pubbliche qualche capo di bestiame; fabbricavano in casa gli strumenti rustici di legno e i vestiti, recandosi solo di tempo in tempo nella città fortificata;
I Carichi Militari son sempre stati appo tutte le nazioni del Mondo in tanta stima, che a coloro, che li hanno rettamente sostenuti, benché d¿ignota patria, e d¿un umile stirpe siano usciti, è stato nondimeno spesse volte dä popoli, non pur l¿Imperio de gli eserciti, ma anco l¿assoluto dominio di loro istessi con Regal potestà conceduto. Fra i quali fu uno Agatocle, che uscito d¿oscurissimo lignaggio, e datosi all¿esercizio dell¿Armi, valse in esse sì, che di soldato gregario, Centurione, indi Tribuno di soldati, e finalmente Re di Sicilia, con favore ed applauso di tutto quel popolo, fu creato.
Siccome una delle principali cose che appartengono alla storia di ogni uomo savio è che si sappia la sua patria e origine perché sogliono esser più stimati quelli che da grandi città e da generosi progenitori procedono, alcuni volevano che io mi occupassi in dichiarare e dire come l'Ammiraglio procedette di sangue illustre, ancorché i suoi padri per malvagità della fortuna fossero venuti a grande necessità e bisogno, e che avessi mostrato come procedevano da quel Colone di cui Cornelio Tacito nel principio del duodecimo libro della sua opera dice che condusse prigione in Roma il re Mitridate, per lo che dice che a Colone furono date dal Popolo Romano la dignità consolari, e le aquile, e t...
Co... co... co... Che cosa vuol dire, per tutti i tuoni e le tempeste del mare di Biscaglia? Co... co... So che dei pappagalli si chiamano Cocò, ma io credo che chi mi ha scritto questa lettera non sia uno di quei volatili variopinti!... ¿Sarà meglio che chiami mia moglie. Chissà che non riesca a decifrare questi scarabocchi. ¿Panchita!...¿ Una robusta donna sui trentaquattro trentacinque anni, bruna, cogli occhi tagliati a mandorla come le andaluse, vestita leggiadramente, ma colle maniche rimboccate che mostravano delle ben tornite e vigorose braccia, uscí dal lunghissimo banco d'acagiú, dietro a cui stava risciacquando dei bicchieri. ¿ Che cosa vuoi, Pepito? ¿ chiese. ¿ Al diavolo...
Era venerdì. S¿andava via per l¿atmosfera tepida come tanti punti interrogativi. Gli uni guardavano in faccia agli altri e tutti sentivano dell¿inquietudine dell¿Italia agitata dalla fame. Pavia come Sesto Fiorentino e come Soresina, aveva avuto i suoi ciottoli innaffiati dalla strage militare. Il povero Muzio Mussi, il figlio del vice presidente della Camera, era stato tramazzato al suolo a ventitre anni e la notizia angosciosa, propalata dai giornali, passava sui nervi della cittadinanza come una scarica d¿indignazione. In mezzo alle piazze, lungo le vie, si temeva e si presentiva la fucilata. La conversazione sentiva del momento. Era una conversazione animata, concitata, che lasciava u...
Eccovi o giudiciosi Lettori, un Furto Poetico. Questa volta l¿Amicizia e l¿inviolabile Dritto di fedeltà sono stati oggetti per me di lieve momento. Una siffatta tradigione usata ad un Amico per il pubblico bene, e per i vantaggi della Repubblica Letteraria mi fa anzi superbo. Le Opere magistrali degli Eruditi, e de¿ Vati egregi non debbono giacere inutilmente sconosciute fra obblio, e la polvere. I Dotti hanno ragione di goderne. I due seguenti Berneschi Capitoli meritavano le Stampe. Sono figli felici di non vulgare Ingegno, e noto a tutti. L¿Abbate Giuseppe Ferrari Segretario in Casa Rangone ne fu l¿Autore.
¿Buona sera, Gustavödisse la signora Valeria Inverigo, alzando gli occhi dal suo ricamo e tendendo la mano a un uomo di mezza età, di statura giusta, d'aspetto simpatico, ch'era entrato senza farsi annunziare. ¿Buona Sera, Valeria. Come va? Erano fratello e sorella, ella vedova, egli scapolo. Scambiati i saluti, l'ingegnere Gustavo Aldini si avvicinò alla stufa.¿Qui si sta bene. Dai Nocera faceva un freddö. ¿Vieni di là? ¿Sì¿. Anzi l'Adelaide m'incarica di dirti che ti rimanderà presto quei giornali.
Dopo le elezioni politiche generali del 1890, e più ancora dopo quelle del 1892, la stampa che rispecchia le tendenze, i bisogni e i timori delle classi dirigenti italiane, gittò un grido di allarme, additando una macchia grigia sulla carta geografica d¿Italia, che rappresentava la zona dove maggiormente si era rivelato potente per numero di adepti e per organizzazione il socialismo. La macchia era più scura nel Modenese, nella provincia di Reggio Emilia e di Parma; ma si manteneva abbastanza cupa in alcuni punti della provincia di Cremona, nel Mantovano, nel Polesine ecc., mentre si era rischiarata nel più antico centro di diffusione: nelle Romagne.
Paolo Joanna andava e veniva per la stanza, vestendosi, straccamente, ancora tutto pieno di sonno. Sul suo letto disfatto stavano una quantità di giornali aperti e spiegazzati, cascavano dalla sponda, giacevano sul tappetino miserabile, erano quelli della sera innanzi, su cui si era addormentato, su cui si era arrotolato, dormendo: quelli della mattina, ancora chiusi dalle fascette multicolori erano deposti sul vecchio tavolino da notte, accanto a una tazza da caffè ¿ e attratte dal fondiccio melmoso del caffè, dove lo zucchero si liquefaceva, le mosche vi ronzavano attorno ¿ e un sottile odore d'inchiostro di stamperia fluttuava nell'aria. Paolo Joanna si vestiva pianamente, per non dest...
La regione presa in esame, sua denominazione e limiti, precedenti illustrazioni. Il presente volume della Guida del Friuli considera la regione prealpina fra il Tagliamento e l'Isonzo, la quale raggiunge, in Val di Resia e lungo il corso inferiore della Fella, il territorio già illustrato nella Guida del Canal del Ferro e tocca pure, per breve tratto, quello considerato nella Guida per la Carnia. S'intitolò dalle Prealpi Giulie, sebbene vengano considerate anche le colline pedemontane e quelle dell'anfiteatro morenico, nonchè alcuni lembi della stessa pianura, e quantunque, così nella parte generale, come in quella itineraria, ai limiti naturali spesso sieno sostituiti confini amministrat...
Il sole tramontava fra una nuvolaglia grigiastra che si era distesa, a poco a poco, gonfiata dal vento di ponente, sopra l'Atlantico. Le onde, che riflettevano la luce, rumoreggiavano, correndo velocemente sull'immensa distesa fra le coste americane e le quattrocento Bermude poste, come tanti ridotti, intorno alla grande Bermuda, la unica isola abitata di quel vasto arcipelago sperduto in mezzo al grande Oceano orientale. Due navi avanzavano, coperte di vele fino al pomo degli alberetti, rollando dolcemente sotto i colpi delle onde che le investivano sulla dritta, sollevandole con fragore. Il vento di libeccio, abbastanza fresco, gonfiava le tele, sibilando fra le centinaia e centinaia...
Ma se l¿incendio della guerra si era così presto spento sulla aperta pianura gallica, pigliava forza invece e divampava e si dilatava, appiccandosi dall¿una all¿altra vallata, nelle Alpi. Publio Silio, dopo avere liberata la Istria da Pannoni e da Norici, era sceso nella valle del Po e si era recato a combattere nella Valtellina e nella Val Camonica gli insorti Vennoneti e Camunni . Ma altri popoli, trascinati dall¿esempio dei Vennoneti, che avevan fama di essere una delle genti alpine più ardimentose , si erano levati in armi: i Trumplini, nella Val Trompia, le numerose tribù dei Leponzi che occupavano le moderne Alpi Lepontine, cioè tutte le valli italiane e svizzere sboccanti sul lago...
Francesco Alamanni conservava ancora nella sua maschia natura di cospiratore e di soldato le idealità e i poetici entusiasmi dei vecchi romantici del quarantotto. Buono come chi è veramente forte, indulgente come chi è profondamente onesto, era ottimista fino a parere ingenuo. Per le molteplici vicende della sua vita avventurosa, trascorsa fra le cospirazioni, il carcere, l'esilio e le battaglie, non avea avuto tempo nè agio per imparare a conoscer uomini, specialmente gli uomini moderni, e per acquistare la pratica, la vera pratica, delle cose.
Forse fra meno di un secolo bisognerà andare a cercare i resti della vecchia Turchia in fondo alle più lontane province dell'Asia Minore, come si va a cercare quelli della vecchia Spagna nei villaggi più remoti dell'Andalusia. Così dice Edmondo De Amicis, e dice che allora a Costantinopoli non vi saranno più i cani, che oggi ne costituiscono una seconda popolazione. Io consiglio il mio lettore ad aprire subito il primo volume su Costantinopoli del De Amicis, a pagina 153, e rileggere il capitolo sui cani. Non c'è esagerazione. Lo Hackländer, che non è poeta, prima di parlare dei cani di Costantinopoli avverte che l'uomo, leggendo la descrizione di una data...
Scendete aerei cori, e voi scendete Silfi lievealeggianti, e con le molli Dita vezzose risvegliar vi piaccia L'armonia chiusa ne l'argentea lira: Voi col magico piè stampate, o Gnomi, Vostri cerchi sull'erba, e de le fila Commosse il soavissimo tintinno Concordi a' vostri passi, intanto ch'io A l'umil suon di facile zampogna In dolci modi la ridente canto
[44 a. c. 15 marzo] Ma i congiurati, i principali personaggi di Roma ed Antonio non tardarono a riaversi dallo stupore, in cui li aveva gettati l¿improvviso assassinio di Cesare. Necessitati, durante la congiura, a passarsi le ambasciate furtivamente, trepidando, in conciliaboli circospetti di tre o quattro, gli uccisori non avevano potuto affiatarsi bene; si erano intesi sul modo di ammazzar Cesare, ma eran rimasti nel vago su quello che farebbero poi, senza altro proposito ben definito che di proporre subito al Senato la restaurazione della repubblica. Perciò, fallito inopinatamente questo disegno, essi si trovavano ora soli sul Campidoglio deserto; snervati da quella stanchezza che seg...
Se l'artista ha per difendersi l'opera stessa da lui creata, il pensatore ¿ obbligato com'è a scomparire dietro i resultati delle sue investigazioni ¿ deve vedersi autorizzato a dire le ragioni che gli hanno fatto prendere la parola. La natura stessa di questo lavoro mi obbliga ad aggiungervi qualche riga preliminare. Una cosa, prima di tutto: colui che, non conoscendomi, si attende delle rivelazioni sensazionali del genere delle turpitudini che alcuni speculatori sfacciati, fidenti sulla compiacente credulità, servono ad un pubblico facilmente incline ad attingervi tutte le sue nozioni sul movimento anarchico...
La grande massa di canti che da secoli si vennero producendo e propagando oralmente fino ai dì nostri presso il popolo finno è assai varia per iscopo e per soggetto, ma nella forma è una; a quella maggior maturità in cui si distinguono con caratteri speciali vari generi di poesia e si creano per ciascuno forme e leggi proprie, non arrivò la musa popolare dei Finni. Solo con riguardo al contenuto e allo scopo di ciascun canto il dotto può ordinare tutti questi canti secondo le categorie della vecchia teoria letteraria, distinguendo canti epici, canti magici, canti epico-lirici, canti lirici ecc., e può anche distinguere in questa corrente di poesia tradizionale ciò che è più ciò che è meno...
Que se passe-t-il donc dans On n¿est pas des b¿ufs ?Retenons, entre autres, des lapins ivrognes, l¿histoire hilarante d¿un bouchon bavarois, un beau barbu insomniaque, des culs-de-jatte militaires, un vieillard trop propre, un bénitier géant, une calomnie, un hôtelier perclus d¿avarices comme on dirait de varices, un miracle indiscutable, des sandales en peau de pauvres, et une légitime réclamation du mercure des thermomètres.Après le succès de Vive la Vie ! chez le même éditeur, voici un autre opus de notre Allais national, à lire, à offrir, et à relire.Voilà, je vous ai fait l¿article. Si avec ça, vous ne l¿achetez pas, je mange mon chapeau.Prière de m¿éviter toute indigestion liée à l¿abus de textile dans mon précieux ¿sophage.Merci.
Vi racconterò un bell¿esempio di generosità e di vero amore ai parenti; e raccontando, ora e poi molte volte, adoprerò le stesse parole della Scrittura santa: che nè io nè uomo nessuno potrebbe trovarne di più preziose. Abramo con Lot, figliuolo del suo fratello si erano dipartiti dalla terra d¿Ur ne¿ Caldei, dove i loro vecchi erano vissuti; e andarono cercando altro luogo in cui dimorare, lo andarono cercando per ispirazione di Dio, il quale disse ad Abramo così: «Esci dalla tua patria, e vieni nel paese che ti sarà mostrato da me; e farò nascere di te una nazione grande; e sarai benedetto, e tutte le generazioni umane ne saranno in te benedette».
CRITONE.I.Chi era, Socrate, quello col quale tu discorrevi jeri nel Liceo? E' c'era pur una gran folla intorno a voi, sicchè io, che avrei voluto sentire, non potetti avvicinarmi tanto che mi riuscisse d'intender nulla. Però, mi alzai sulla punta de' piedi, e gli guardai in viso, ed e' mi parve un forestiero quello col quale tu discorrevi. Chi era egli?SOCRATE.Ma di chi tu dimandi? Giacchè ce n'era due, non uno...
L'histoire commence par un mystère : une série de meurtres étranges qui se produisent à Paris, où les victimes semblent avoir été mordues par un tigre. Ces crimes brutaux choquent la société parisienne et suscitent l'inquiétude du public.Le personnage principal du roman, Isidore Beautrelet, est un jeune homme brillant et détective amateur. Il devient obsédé par ces meurtres et commence à enquêter de manière indépendante. Beautrelet découvre des indices mystérieux laissés par le tueur, notamment des lettres énigmatiques. Au fil de son enquête, Beautrelet se rend compte que les meurtres sont liés à un complot beaucoup plus vaste, impliquant des secrets gouvernementaux, des trésors cachés et une organisation criminelle redoutable. Il est déterminé à résoudre ce mystère, en dépit des dangers qui le guettent.Le roman se déroule dans un Paris vibrant et comporte de nombreux rebondissements, des énigmes astucieuses et des confrontations tendues entre Beautrelet et ses adversaires. L'intrigue se développe avec des éléments de suspense, de l'action et du mystère, le tout dans le style caractéristique de Maurice Leblanc.Tout au long de l'histoire, Beautrelet se montre à la hauteur de sa réputation en tant que détective ingénieux, tandis que le lecteur est invité à résoudre les énigmes aux côtés du personnage principal. Le livre mélange habilement l'atmosphère de mystère et d'aventure, créant une histoire captivante pour les amateurs de romans policiers.
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