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  • av Jules Verne
    289 - 381,-

  • av Luciano di Samosata
    328,-

    Da allora in poi non potendo io sopportare di rimanere più a lungo nella balena, andava mulinando come uscirne. In prima ci venne il pensiero di forare nella parete del fianco destro, e scappare. Ci mettemmo a cavare; ma cava, e cava quasi cinque stadi, era niente: onde smettemmo, e pensammo di bruciare il bosco, e così far morire la balena. Riuscito questo, ci saria facile uscire. Cominciando adunque dalle parti della coda vi mettemmo fuoco, e per sette giorni ed altrettante notti non sentì bruciarsi; nell¿ottavo ci accorgemmo che si risentiva, chè più lentamente apriva la bocca, e come l¿apriva la richiudeva. Nel decimo e nell¿undecimo era quasi incadaverita, e già puzzava.

  • av Luciano di Samosata
    328,-

    Glicera. Quel soldato d¿Acarnania che una volta si teneva la Preziosa e poi s¿innamorò di me, quegli che aveva quella bella e ricca clamide, te lo ricordi, o Taide, o te ne se¿ dimenticata? Taide. No, i¿ me lo ricordo, o Glicerina: bevve anche con noi l¿anno passato alle feste di Cerere. Ma perchè me ne dimandi? Pare che vuoi contarmi qualche cosa di lui. Glicera. Quella tristaccia della Gorgona, che mi faceva l¿amica, me lo ha tolto con inganno. Taide. Ed ora ei non viene più da te, e si tiene la Gorgona?

  • av Luciano di Samosata
    328,-

    II. Luciano dipinse il suo secolo non con altri colori che con quelli della satira, che è la pittura estetica del male: se egli ebbe ragione di così fare si vedrà nella storia, pittura scientifica del male e del bene. Nel mondo antico i Greci furono il popolo eletto, a cui la Provvidenza confidò l¿educazione intellettuale dell¿umanità, ed a cui diede il più vasto e lungo impero che sia stato su la terra, perchè fu impero d¿intelligenza. Come Venere uscita delle acque in una conca marina in mezzo alle Nereidi, così l¿Ellade circondata dalle sue isole sta fra l¿Asia minore e l¿Italia, alle quali porge la mano valicando il...

  • av Pierangelo Baratono
    328,-

    In paese lo chiamavano il «Gufo», perchè abitava una vecchia torre diroccata, spersa fra le sabbie, dalla quale non usciva, a compiere le sue solitarie passeggiate, se non quando le tenebre calavano sulla terra e sul mare. Di lui si sapeva soltanto ch'era scultore e che veniva da una città lontana lontana. Qualche pescatore, incontrandolo sulla spiaggia nelle notti lunari, ne aveva osservato il volto bruno, nascosto nella fitta barba e sotto lo spiovere dei capelli ed ancor più rabbuiato da un'espressione indefinibile di scoramento. Un doganiere dal rifugio del suo casotto in una sera di tempesta lo aveva scorto, al bagliore dei lampi, alzare le braccia verso il cielo in un gesto di minac...

  • av Yei Theodora Ozaki
    381,-

    "Japanese Fairy Tales" by Yei Theodora Ozaki is a collection of traditional Japanese folktales and legends, retold by Yei Theodora Ozaki, a Japanese translator and author. The book was first published in 1903 and is celebrated for bringing these enchanting stories to English-speaking readers.This collection includes a diverse range of tales, featuring legendary characters such as samurai, ghosts, demons, and animals. Many of the stories are deeply rooted in Japanese culture and mythology, offering readers a glimpse into the rich tapestry of Japanese folklore. The narratives often emphasize themes such as honor, bravery, and the supernatural.Yei Theodora Ozaki's retellings are notable for their accessible and engaging style, making these timeless tales enjoyable for readers of all ages. "Japanese Fairy Tales" has played a pivotal role in introducing Western readers to the captivating world of Japanese folklore.

  • av Cesare Lombroso
    328,-

    Fra i cento e più critici che tartassarono la mia teoria sul Genio, uno solo mi ha segnalata una vera, capitale lacuna: il Sergi: quando mi obbietta, nel Monist, che io ho sì illustrata e, forse, rivelata, la natura del genio; ma non ho spiegato come sorgano le varietà così differenti dei genî. Non già - egli intendeva - che i genî differiscano essenzialmente fra loro per qualità. L'eccellere nella pittura piuttosto che nella matematica o nella strategia, non cambia punto la natura dei genî; come il variare nel sistema di cristallizzazione romboedrica o esaedrica non cambia la natura chimica del carbonato calcare, essendo in tutti comune l'esplosione, l'intermittenza, la creazione del nov...

  • av Luciano di Samosata
    328,-

    Micillo. Ti colga una saetta di Giove, o gallo maladetto, che m¿invidii un poco di bene, ed hai così stridula voce. Io ero ricco, io facevo un sogno dolcissimo, io nuotava in un mare di contentezza, e tu con un acutissimo strillo m¿hai svegliato. Ah! neppur la notte posso fuggire questa mia povertà più scellerata di te. Ma a quanto io m¿accorgo, tutto è gran silenzio ancora, ed io non sento, come al solito, quel brivido mattutino, che per me è sicuro segno dell¿avvicinarsi del giorno: appena è mezzanotte; e costui sta vigilante come se guardasse il vello d¿oro: e come il sole è andato giù s¿è messo a schiamazzare. Ma non dubitare: come sarà dì, ti concerò io con un bastone. Ora mi sfuggir...

  • av Luciano di Samosata
    328,-

    Diogene. O Polluce, i¿ vö darti un incarico. Poichè tosto ritornerai su, chè, pensomi, spetta a te di riviver dimani, se mai ti avvieni in Menippo il cinico (lo troverai in Corinto presso il Craneo, o nel Liceo, deridendo i filosofi che si bisticcian tra loro), digli così: O Menippo, Diogene ti esorta, se hai riso a bastanza delle cose della terra, a venir qui, dove riderai di più ancora. Costà il riso aveva sempre un certo dubbio, quel tale dubbio: chi sa bene quel che sarà dopo la vita? ma qui non cesserai di ridere di tutto cuore, come fo io adesso; massime quando vedrai i ricchi, i satrapi, i tiranni così miseri e trasfigurati che si riconoscono ai soli lamenti; e come son co...

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    593,-

    Musa, quell¿uom di moltiforme ingegno Dimmi, che molto errò, poich¿ebbe a terra Gittate d¿Iliòn le sacre torri; Che città vide molte, e delle genti L¿indol conobbe; che sovr¿esso il mare Molti dentro del cor sofferse affanni, Mentre a guardar la cara vita intende, E i suoi compagni a ricondur: ma indarno...

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    355,-

    Poiché la nave uscì dalle correnti Del gran fiume Oceàno, ed all'Eèa Isola giunse nell'immenso mare, Là 've gli alberghi dell'Aurora e i balli Sono, e del sole i lucidi Levanti, Noi dalla nave, che fu in secco tratta, Scesi, e corcati su la muta spiaggia, Aspettammo dell'alba il sacro lume. Ma come del mattin la bella figlia Colorò il ciel con le rosate dita,

  • av Giulio Pinchetti
    328,-

    Dappoi che il canto s'è mutato in ghigno, E vizio non discerpi ove non rida E dottamente grondi di maligno, Dappoi che tempio al Vero unico è Mida, E che il cantor de l'amorosa scienza In soli iconoclasti il còr confida, O Satira, te invoco: e te, o Prudenza, Toga sdruscita e inutile, rigetto, E sulla cetra, in libera cadenza, Tintinnire farò l'ira del petto.

  • av Alfredo Oriani
    328,-

    Egli uscì a testa alta, col volto lucido di quel sorriso, che sembra illuminarsi dall'interna contentezza di un buon pranzo. Aveva mangiato copiosamente, solo ad un tavolino dell'ampia sala bislunga, nella quale gli avventori rumoreggiavano, e i camerieri in giacchetta nera e cravatta bianca mutavano correndo i piatti sporchi coi piatti pieni, fra l'incrociarsi degli ordini e il vocìo saliente delle conversazioni...

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    381,-

    Musa, quell'uom di multiforme ingegno Dimmi, che molto errò, poich'ebbe a terra Gittate d'Ilïòn le sacre torri; Che città vide molte, e delle genti L'indol conobbe; che sovr'esso il mare Molti dentro del cor sofferse affanni, Mentre a guardar la cara vita intende, E i suoi compagni a ricondur: ma indarno Ricondur desïava i suoi compagni, Ché delle colpe lor tutti periro.

  • av Emile Hennequin
    289,-

    Le style; mots, phrases, agrégats de phrases. Le style de Gustave Flaubert excelle par des mots justes, beaux et larges, assemblés en phrases cohérentes, autonomes et rhythmées.Le vocabulaire de Salammbô, de l'Éducation sentimentale, de la Tentation de saint Antoine est dénué de synonymes et, par suite, de répétitions; il abonde en série de mots analogues propres à noter précisément toutes les nuances d'une idée, à l'analyser en l'exprimant. Flaubert connaît les termes techniques des matières dont il traite; dans Salammbô et la Tentation, les langues anciennes, de l'hébreu au latin, aident à désigner en paroles propres les objets et les êtres. Sans cesse, en des phrases où l'on ne peut noter les expressions cherchées et acquises, il s'efforce de dire chaque chose en une langue qui l'enserre et la contient comme un contour une figure.À cette dure précision de la langue, s'ajoute en certains livres et certains passages une extraordinaire beauté. Les paroles sollicitent les sens à tous les charmes; elles brillent comme des pigments; elles sont chatoyantes comme des gemmes, lustrées comme des soies, entêtantes comme des parfums, bruissantes comme des cymbales; et il en est qui, joignant à ces prestiges quelque noblesse ou un souci, figent les émotions en phrases entièrement délicieuses:«Les flots tièdes poussaient devant nous des perles blondes. L'ambre craquait sous nos pas. Les squelettes de baleine blanchissaient dans la crevasse des falaises. La terre à la fin se fit plus étroite qu'une sandale;¿et après avoir jeté vers le soleil des gouttes de l'océan, nous tournâmes à droite pour revenir.»

  • av Comtesse de Segur
    368,-

    "Quel Amour d'Enfant!" est un roman écrit par la comtesse de Ségur, de son vrai nom Sophie Rostopchine, une écrivaine française d'origine russe du XIXe siècle. Le livre a été publié en 1867.L'histoire de "Quel Amour d'Enfant!" se déroule en France et met en scène les aventures d'un groupe d'enfants. Le roman explore les relations, les amitiés, les espiègleries et les apprentissages de ces jeunes personnages. Il s'agit d'un roman pour enfants qui met en avant l'innocence et la spontanéité de l'enfance.La comtesse de Ségur est célèbre pour ses ¿uvres littéraires destinées aux enfants, et elle a écrit de nombreux romans et contes qui mettent en avant des leçons morales et des valeurs importantes. Ses livres ont souvent pour but d'enseigner aux jeunes lecteurs des principes de vie et de comportement.Si vous cherchez des lectures pour enfants qui combinent des aventures captivantes avec des valeurs éducatives, les romans de la comtesse de Ségur, y compris "Quel Amour d'Enfant!", sont d'excellents choix. Ils sont toujours appréciés pour leur charme et leur éducation morale.

  • av Victor Hugo
    460

  • av Paul Feval
    289,-

    Nous sommes une dynastie de commerçants sérieux. Ce mot, dans le langage des marchands de Paris, a une acception austère et presque solennelle. Le commerce sérieux est celui qui ne joue pas et opère constamment sur des bases certaines. Ces bases certaines manquent parfois ; car les meilleurs ponts peuvent crouler, et les négociants sérieux font la culbute. Ils passent alors à l¿état de faillis sérieux. Leur naufrage entraîne presque toujours d¿obscures et lugubres catastrophes, précisément parce que la confiance inspirée était générale et robuste. Le contre-coup se fait sentir la plupart du temps jusqüaux couches sociales où le besoin est une règle. Mais il n¿est pas rare de voir l¿estime publique s¿obstiner ; on pourrait même dire que la perte complète de la considération personnelle est ici l¿exception. Si le commerçant sérieux ne s¿est pas rendu coupable du crime de luxe, si les cachemires de sa femme n¿ont pas blessé la vue de mesdames les négociantes aux jours de la prospérité, on lui jette volontiers la corde de sauvetage. Il a des parents nombreux et bien posés ; car ce monde est à part, et forme une sorte de tribu dans la grande ville. Il a des amis aussi : tout commerçant sérieux a prêté je ne sais quel serment tacite, et l¿on se tient ici comme dans les loges maçonniques. La Révolution, qui fauchait de haut, n¿a point touché beaucoup l¿humble niveau de ces têtes. C¿est une aristocratie, cependant, et tel bonnetier pourrait remonter, d¿échevin en syndic, jusqüau temps des croisades, tout comme un Rohan ou un Montmorency.

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    408

    "Le Rouge et le Noir" est un roman écrit par l'écrivain français Stendhal, de son vrai nom Marie-Henri Beyle. Le roman a été publié pour la première fois en 1830. Il est considéré comme l'une des ¿uvres majeures de la littérature française et est souvent étudié et apprécié pour son exploration des aspirations sociales et des dilemmes moraux de son époque.L'histoire se déroule en France au XIXe siècle et suit le protagoniste, Julien Sorel, un jeune homme de condition modeste qui rêve de gravir les échelons sociaux et de devenir un homme puissant. Julien Sorel entre au service d'une famille bourgeoise en tant précepteur, mais il est tiraillé entre ses ambitions et les contraintes morales de la société de l'époque.Le titre "Le Rouge et le Noir" fait référence aux couleurs symboliques qui représentent les dilemmes du personnage principal. Le rouge évoque la passion, l'ambition, et le désir de réussir socialement, tandis que le noir évoque les obstacles moraux et sociaux auxquels il est confronté.Le roman explore des thèmes tels que l'ascension sociale, l'amour, la politique, l'hypocrisie sociale et les contraintes morales. Il est également une réflexion sur la société de l'époque, marquée par les tensions entre les valeurs traditionnelles et les aspirations de la Révolution française.

  • av Emile Souvestre
    228,-

    "Le Serf" est un roman écrit par l'écrivain français Émile Souvestre. Il a été publié en 1837. L'¿uvre de Souvestre est souvent associée au mouvement littéraire du réalisme, qui visait à dépeindre la vie quotidienne et les réalités sociales de l'époque.L'intrigue de "Le Serf" se déroule dans le contexte de la Bretagne rurale du XIXe siècle. Le roman suit la vie d'un homme nommé Jean-Marie, qui est un serf, c'est-à-dire qu'il est lié à la terre et à son seigneur. Le récit explore les conditions difficiles de la vie des serfs, leurs luttes pour la liberté et l'injustice du système féodal.Émile Souvestre a écrit "Le Serf" pour dénoncer les abus et les inégalités du système féodal, tout en plaidant pour l'émancipation des serfs. Le roman s'inscrit dans la lignée des ¿uvres littéraires du XIXe siècle qui ont contribué à sensibiliser l'opinion publique aux problèmes sociaux et à encourager les réformes.Si vous êtes intéressé par la littérature réaliste du XIXe siècle, les romans qui explorent les questions sociales et les luttes pour la justice, "Le Serf" d'Émile Souvestre est une lecture qui pourrait vous captiver tout en offrant un aperçu des réalités de l'époque.

  • av Arnould Galopin
    289 - 381,-

  • av Pierre Sales
    289,-

    Un soir du mois d'avril 1864, deux femmes travaillaient, très silencieusement, dans un petit logement situé sous les combles d'un des plus vieux, des plus majestueux hôtels de la place des Vosges. L'une des deux femmes, assez âgée, achevait l'ourlet d'une robe de baptême, tandis que l'autre, toute jeune, posait, dans le haut du corsage, des n¿uds de ruban rose. Elles étaient placées de chaque côté d'une longue table, sur laquelle était étendue la robe, au milieu d'un fouillis de mousselines, de linons, de piqués, d'épingles, d'aiguilles, de ganses, d'entre-deux et de dentelles.Ainsi que la plupart des anciens logements, celui-ci n'avait pas d'entrée, et c'était cette pièce qui communiquait directement avec le palier. Elle était assez grande, à peine mansardée et assez confortablement meublée: un buffet, une armoire, une seconde table et six chaises; le tout entretenu avec une propreté méticuleuse, ainsi que le parquet de brique, bien rouge, bien ciré, brillant comme un miroir. Dans un coin, sous un voile noir, une belle cage peuplée d'une nombreuse famille de serins, de bengalis et de capucins.¿ Tout, dans cette pièce, respirait le bonheur pur, le bonheur intime. Et, à voir les deux femmes, le visage à demi éclairé par la lampe, travaillant sans relâche, se souriant lorsqu'elles se baissaient un peu, personne n'aurait pu croire que le malheur était entré dans leur maison.

  • av Jules Verne
    381,-

  • av Joseph Lallier
    289,-

    ¿ André Lescault, vous êtes libre ! dit à brûle-pourpoint le gouverneur du pénitencier, en présentant un parchemin au jeune homme frêle, mais à l¿air distingué, qui depuis trois ans purgeait une sentence pour vol, à Saint-Vincent-de-Paul. ¿ Il me reste encore deux ans de sentence à purger, Monsieur le Gouverneur, répondit le jeune homme. ¿ Oui, mais en récompense de votre bonne conduite, le ministre de la justice a bien voulu vous faire grâce des deux autres années. Il est bon le ministre, de vous faire cette faveur ! André se redressa comme s¿il eût subi une insulte. Ses yeux s¿enflammèrent d¿indignation. ¿ Ah ! dit-il, la bonté des hommes, je suis payé pour la connaître, depuis trois ans que je subis l¿opprobre avec la pègre, que cette même bonté humaine m¿a donnée comme compagne. ¿ Il ne faut pas maugréer contre la Justice, mon ami, reprit le gouverneur, il faut payer ses dettes à la Société, et ce n¿est pas sa faute si vous êtes tombé.

  • av Alexandre Dumas
    448,-

    "Le Speronare" est un roman d'aventure écrit par l'écrivain français Alexandre Dumas. L'histoire a été publiée pour la première fois en 1842. Dumas est bien connu pour ses romans historiques et d'aventure, notamment "Les Trois Mousquetaires" et "Le Comte de Monte-Cristo."L'intrigue de "Le Speronare" se déroule dans le contexte de la Méditerranée au XVIIIe siècle et met en scène des pirates, des marins et des aventuriers. Le protagoniste, Salvator, est un homme de la mer qui se trouve impliqué dans des intrigues, des batailles navales et des affrontements avec des personnages exotiques.Le roman offre une combinaison d'intrigue, de suspense, de romance et d'action, caractéristiques du style littéraire d'Alexandre Dumas. L'histoire explore des thèmes tels que l'honneur, la loyauté et le désir d'aventure.Si vous appréciez les romans d'aventure classiques, les récits de mer, et l'atmosphère du XVIIIe siècle, "Le Speronare" d'Alexandre Dumas pourrait être une lecture captivante.

  • av Alphonse Daudet
    228 - 289,-

  • av Gustave Le Rouge
    289,-

    "Le Sous-marin 'Jules Verne'" est un roman d'aventure écrit par l'écrivain français Gustave Le Rouge. Le roman a été publié en 1910. Gustave Le Rouge est surtout connu pour ses ¿uvres de science-fiction et d'aventure, et il a contribué à populariser le genre de la science-fiction en France.L'intrigue de "Le Sous-marin 'Jules Verne'" tourne autour d'un sous-marin expérimental nommé en l'honneur du célèbre auteur de science-fiction Jules Verne. Le roman suit les aventures des membres d'équipage du sous-marin, qui se lancent dans une mission périlleuse pour explorer les profondeurs marines, découvrir des trésors cachés, et affronter divers dangers sous-marins.Le roman mélange des éléments d'aventure, de science-fiction et d'exploration sous-marine, et il s'inspire de l'engouement de l'époque pour les découvertes océanographiques et la technologie sous-marine.Si vous êtes passionné par les récits d'aventure et de science-fiction, ainsi que par les explorations sous-marines, "Le Sous-marin 'Jules Verne'" de Gustave Le Rouge pourrait vous offrir une lecture captivante qui rappelle l'époque de Jules Verne et de l'exploration maritime.

  • av Eliphas Levi
    368,-

    "Le Sorcier de Meudon" est une biographie écrite par l'ésotériste et écrivain français Éliphas Lévi, de son vrai nom Alphonse Louis Constant. L'ouvrage a été publié en 1860 et s'intéresse à la vie de l'alchimiste et scientifique français du XVIe siècle, Nostradamus, de son vrai nom Michel de Nostredame.Éliphas Lévi, un homme aux intérêts ésotériques et occultes, explore la vie de Nostradamus en tant que figure complexe mêlant science, alchimie, astrologie, et prophétie. Il aborde également la réputation et le mystère entourant Nostradamus en tant que devin et auteur des "Centuries," une série de quatrains prophétiques.L'ouvrage de Lévi est une tentative d'analyser la vie et l'¿uvre de Nostradamus à travers un prisme ésotérique. Il explore les croyances et les influences qui ont façonné Nostradamus en tant que personnage historique et énigmatique.Si vous êtes intéressé par la biographie de figures historiques liées à l'ésotérisme et à l'occultisme, "Le Sorcier de Meudon" d'Éliphas Lévi pourrait offrir un regard fascinant sur la vie et la réputation de Nostradamus.

  • av Louis Maigron
    289,-

    "Le Roman Historique à l'Époque Romantique : Essai sur l'Influence de Walter Scott" est un ouvrage écrit par l'historien de la littérature français Louis Maigron. Le livre a été publié en 1904.Cet essai se penche sur le genre du roman historique à l'époque romantique, mettant en lumière l'importance de l'influence de l'écrivain écossais Sir Walter Scott sur ce genre littéraire. Walter Scott est célèbre pour ses romans historiques, dont "Ivanhoé" et "Waverley," qui ont été des succès notables au début du XIXe siècle.Maigron explore comment l'¿uvre de Walter Scott a contribué à populariser le genre du roman historique en France et ailleurs en Europe. Il examine les thèmes, les styles d'écriture et les techniques narratives que Scott a introduits et qui ont influencé de nombreux écrivains romantiques français.L'essai de Maigron offre une perspective intéressante sur l'évolution du roman historique pendant la période romantique en Europe et souligne le rôle majeur de Walter Scott en tant que pionnier de ce genre.Si vous êtes passionné par la littérature romantique, l'histoire de la littérature, ou l'influence des écrivains étrangers sur la littérature française, cet essai pourrait vous fournir des idées et des informations précieuses sur cette période littéraire passionnante.

  • av Alphonse Daudet
    289,-

    Parmi les hôtels qüon trouve sur le côté gauche de la rue Laffitte, en allant du boulevard à Notre-Dame de Lorette, il en est un remarquable entre tous par ses belles proportions architecturales et par les sculptures fouillées dans sa façade. Il appartenait, il y a vingt ans, au banquier Jacques Savaron. Cet hôtel se compose de deux grands corps de logis séparés par une vaste cour. Dans le premier, qui s¿étend sur la rue, était installé le bureau du célèbre financier. Le second, situé entre la cour et un jardin rasé depuis, lui servait d¿habitation. On ne saurait souhaiter une demeure plus somptueuse. Tout ce que les hommes ont inventé pour rendre l¿existence confortable, luxueuse, pour aider aux aises du corps et flatter les yeux, se trouvait dans cette maison. Merveilles de l¿industrie de l¿ameublement, chefs-d¿¿uvre de l¿art, tableaux, statues, bronzes, tapis, plantes rares, tout s¿étalait comme à profusion ; il suffisait de mettre le pied sous ce toit favorisé par la fortune pour deviner que celui qui l¿habitait n¿avait plus rien à désirer des félicités matérielles et qüil avait épuisé tous les plaisirs.

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