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  • av Avancini Avancinio
    328,-

    Ai Frani si conosceva già da tutti che Giovan Bello era venuto da Zeno dei Martinetti a domandargli la figlia in isposa. Però non avevano visto niente, perchè Giovan Bello capitò di sera: in montagna gli affari si combinano sempre dopo calato il sole, per risparmio di tempo. Fu Zeno stesso che, alla mattina, entrato da Bortolo, raccontò come era andata la faccenda. Giovan Bello, buon giovane per il resto, si trovava tuttavia in condizioni cattivissime; era stato carbonaio cinque anni e poi, in causa d'una disgrazia (non si sa come: gli rubarono i suoi risparmi!) indispettendosi e abbandonando il mestiere, aveva cominciato a scender fino a Bergamo, lungo le valli, in qualità di spaccalegna.

  • av George Sand
    368,-

    Explorez les profondeurs de l'amour et de l'émancipation à travers "Indiana" par George Sand. Plongez dans ce roman captivant qui met en lumière les thèmes de la passion, de la liberté et de l'indépendance, tout en explorant les complexités des relations humaines.Dans ce récit envoûtant, l'auteure vous emmène dans la vie d'Indiana, une femme en quête de son identité et de sa place dans le monde. Suivez son voyage à travers les hauts et les bas de sa relation avec son mari et ses rencontres avec d'autres hommes, découvrant les défis et les aspirations qui la guident. Avec une plume saisissante, George Sand vous transporte dans les émotions tumultueuses de ses personnages. Dans "Indiana", George Sand vous convie à explorer les désirs et les rêves d'une femme qui lutte pour se réaliser et trouver sa voie. Plongez dans un récit qui examine la quête d'identité et la recherche de l'amour véritable, tout en offrant une réflexion sur les enjeux sociaux et personnels de l'époque.

  • av Alexandre Dumas
    341 - 368,-

  • av Honore de Balzac
    488,-

  • av Jean-Joseph Rabearivelo
    228,-

    Explorez le monde poétique de Jean-Joseph Rabearivelo à travers "Imaitsoanala Fille d¿oiseau Cantate". Plongez dans cette ¿uvre lyrique qui mélange habilement la musique des mots et l'émotion profonde pour créer une expérience poétique unique.Dans cette cantate envoûtante, l'auteur vous transporte dans un univers où la poésie et la musique se fondent pour raconter une histoire émouvante. "Imaitsoanala Fille d¿oiseau" est un voyage poétique qui évoque l'amour, la nature et les émotions humaines avec une intensité captivante. Avec une plume lyrique, Jean-Joseph Rabearivelo vous guide à travers des vers qui résonnent comme une mélodie envoûtante."Imaitsoanala Fille d¿oiseau Cantate" par Jean-Joseph Rabearivelo vous convie à un voyage poétique au c¿ur des émotions humaines et des mystères de la nature. Explorez des vers qui chantent comme une mélodie et vous transportent dans un univers où les mots et les émotions s'unissent.

  • av Walter Scott
    240,-

    Non m'arresterò a descrivere, perchè superiori ad ogni descrizione, i sentimenti di sdegno e di cordoglio che si straziavano a vicenda il cuore del sere di Ravenswood nell'allontanarsi dal castello de' suoi antenati. Il biglietto di lady Asthon era concepito in termini sì sgradevoli, che non gli sarebbe stato permesso il rimanere un istante di più entro il recinto di quelle mura, e mostrarsi consentaneo a quella alterezza, che in lui anche troppo allignava. Il marchese di Athol ravvisava in parte, come arrecato a se stesso, l'affronto sofferto dal suo parente; ma coll'animo di far qualche tentativo a fine di riconciliare gli animi delle due parti, lo lasciò partir solo, dopo averne otte...

  • av de las Casas Bartolome
    240,-

    Furono discoperte le Indie l'anno mille quatrocento novantadue. L'anno seguente andarono ad habitarle Christiani Spagnuoli, di modo che sono quarantanove anni, che quantità di Spagnuoli vi andarono: e la prima Terra nella quale entrarono per habitarvi, fù la grande e felicissima isola Spagnuola, ch'à seicento leghe di circuito. 2 Vi sono altre Isole infinite, e molto grandi all'intorno da tutte le parti, ch'erano tutte, e noi l'habbiamo viste, le più habitate, e piene di popoli Indiani loro naturali, che possa esser terra popolata nel mondo.

  • av Capasso Bartolomeo
    240,-

    La piazza del Mercato di Napoli, tanto memorabile nella nostra storia, fu rinchiusa nel perimetro della città coll'ampliazione Angioina circa il 1270 . Prima di una tal epoca tutta la contrada era un campo vasto ed inabitato, che dalle mura e dai fossati posti ad occidente ed a settentrione, dove ora trovasi S. Eligio ed il Monastero dell'Egiziaca a Forcella, distendevasi verso mezzogiorno ed oriente fino al lido del mare, ed alla chiesa ora parrocchiale di S. Angelo all'Arena, che dal suo sito prendeva una tal denominazione.

  • av Antoniano Silvio
    240,-

    La Città di Milano ha molto da ringratiare il Sig. Iddio (Illustriss. et Reverendiss. Monsign.) che le habbia concesso V. S. Illustrissima per suo Pastore, et guida sicura, et insieme tutti i popoli vicini, anzi tutta Italia, anzi tutta la Chiesa di Dio, che si sia degnato in questi cosi calamitosi tempi, provedere d¿un ministro tale, che fusse come stimolo à tutti gl¿altri Pastori per fargli esercitare con diligenza l¿offitio pastorale, et che insieme arrecasse ornamento à la sua Chiesa militante, concedendogli tante gratie, et donandogli tanta virtù, che potesse essere essempio, et regola di ben vivere à ciascono: Talche molte persone straniere, di paesi lontani venivano per veder l¿ord...

  • av Ferrero Guglielmo
    328,-

    Si riviveva, alla fine! Da ogni parte la tremenda procella sgombrava l¿atmosfera, fuggiva, spariva all¿estremo orizzonte; in alto, a destra, a sinistra il cielo si rasserenava, immensi squarci azzurri brillavano, promettitori di pace e di gioia. Tutti, tutti i tormenti della rivoluzione, la tirannide triumvirale, la anarchia militare, la rapina delle imposte, erano finiti; il Senato ricominciava a tener regolarmente le sue tornate; i consoli, i pretori, gli edili, i questori ripigliavano gli uffici antichi; ricominciava nelle provincie la vicenda dei governatori scelti o sorteggiati tra i consoli e i pretori uscenti.

  • av Colombi Marchesa
    328,-

    Il pollaiolo fece entrare il cuoco di casa Trestelle nella retrobottega, a vedere il suo nuovo apparecchio per l'ingrassamento meccanico dei volatili. Lo aveva fatto venire da Parigi; una riduzione di quello inventato da Odile Martin; costava cinquecento lire. Era una grande stìa, o piuttosto un piccolo carcere cellulare di forma cilindrica. I polli avevano una cella per ciascuno; erano incatenati pei piedi al fondo; non si potevano muovere, nè vedevano nulla a destra nè a manca. Udivano gli altri prigionieri gorgogliare qualche cocò-cocò, o mandare una specie di rantolo; e sporgevano il capo curiosamente dal vano dinanzi della stìa; ma non vedevano che la penombra vuota della stanzaccia,...

  • av Alfieri Vittorio
    240,-

    Soglionsi per lo più i libri dedicare alle persone potenti, perché gli autori credono ritrarne chi lustro, chi protezione, chi mercede. Non sono, o DIVINA LIBERTÀ, spente affatto in tutti i moderni cuori le tue cocenti faville: molti ne'loro scritti vanno or qua or là tasteggiando alcuni dei tuoi più sacri e più infranti diritti. Ma quelle carte, ai di cui autori altro non manca che il pienamente e fortemente volere, portano spesso in fronte il nome o di un principe, o di alcun suo satellite; e ad ogni modo pur sempre, di un qualche tuo fierissimo naturale nemico.

  • av Valera Paolo
    240,-

    Che cos'è questo chartismo? ¿ È della storia comune a tutte le nazioni che non hanno ancora ¿ nel 1894! ¿ inaugurato il sistema dell'uguaglianza economica, politica, sociale. Sono le classi che negano dei diritti alle masse. Sono gli eserciti del lavoro che si levano in piedi con dei vogliamo. È tutto un popolo di malcontenti che, prima di abbandonarsi ai tumulti o di consumare gli ultimi sforzi in una insurrezione armata, si è lasciato acciuffare pei capelli e provocare lungo un periodo tragico. Sono delle saccate di collera popolare, della collera insaccata per degli anni, della collera che si è scatenata pel cielo britannico come una minaccia collettiva.

  • av Carlo Malinverni
    240,-

    Rosei bambini, bei bambini biondi, siete il sol che ci scalda e ci ravviva ne' vostri occhioni limpidi e profondi troviamo ancora la nota giuliva, rosei bambini, bei bambini biondi. Non v'ha che un'armonia nell'universo; delle vostre boccucce é l'armonia: per essa buono diventa il perverso, e ogni tristo pensiero fugge viä¿

  • av Panzini Alfredo
    328,-

    L'ingegnere Enrico M..., comproprietario della ditta Gerosa e Comp., ritornava a Milano dopo una lunga assenza, per ragioni di affari. Ci pensò per tutto il viaggio da Genova a Milano: ma non agli affari che andavano benissimo. Per tutto il viaggio fra quegli ignoti sonnacchiosi dentro i loro pastrani, l'avea riveduto il visino ridente, la testolina d'oro che danzava e cantava...

  • av Zanella Giacomo
    240,-

    Una villetta fabbricai, che appena Quindici metri si dilata in fronte, Ricca, più che di suol, d¿aria serena E di largo, poetico orizzonte. Quinci dell¿Alpi la nevosa schiena Che vien di monte degradando in monte; Quindi il cheto Astichel d¿argentea vena, E tinto in rosso sovra l¿acque il ponte. Datur hora quieti in bronzo impresso Sta sul frontone.

  • av Paolieri Ferdinando
    240,-

    S'erano avvicinati per quel fascino simpatico il quale non ha spiegazione che nella probabilità di leggi oscure da cui sono regolati tutti i movimenti dell'universo. La giovinetta che coglieva fragole e lamponi avvolgendosi tra il verde della boscaglia tutto illuminato dagli occhi d'oro del sole e dal traforo azzurro dei rami e delle frasche, aveva visto il pittore curvo sul suo lavoro e gli s'era messa alle spalle, in silenzio. Poi il cuore aveva traboccato dai labbri. Dopo un'ora già erano amici e scuoprivano. con lieto stupore, la meravigliosa identità delle loro vedute, del reciproco senso della vita e di quell'arte che l'avviva e la rende sopportabile, piacevole, bella, alle creat...

  • av Scinà Domenico
    240,-

    L'oggetto della Fisica sperimentale è quello di conoscere i corpi e le loro proprietà, stabilire le leggi della natura, comprendere quanto più si può il disegno dell'universo, e rivolgere a pubblico comodo e a comune utilità le cose create. Per fornir degnamente un oggetto così nobile ed importante, comincia questa scienza e fondasi innanzi d'ogni altro sulle osservazioni. Imperocché non si può in altro modo giungere alla vera e chiara cognizione de' corpi, che attentamente riguardandoli; spiegar non si possono direttamente i fenomeni senza lo studio dei fenomeni medesimi; e notando con diligenza gli andamenti della natura, possiamo raccogliere le consuetudini, o, come diconsi, le...

  • av Sacchi Defendente
    240,-

    Ameni colli ove seminò tanto bello Natura, vallette solitarie in cui spesso venni a confortare lo spirito lasso e a bere più dolce l'aura di vita, voi non sarete mai posti in obblìo dal mio cuore. Le tue ingenue virtù non fieno dimenticate, o abitator del dirupo, da chi fuggendo il lezzo della social corruzione ritrasse sovente ricreamento, imitando la semplicità de' tuoi modi. A te di campestri fiori intreccierò una corona, pianticella solitaria, ove sparse i suoi sospiri la vergine della collina, commetteva all'aura le proprie sventure, e muoveva a pietà quegli cui ferivano i suoi lamenti.

  • av Bracco Roberto
    240,-

    ATTO PRIMO Un salotto molto signorile. Una porta nella parete di fondo. Due porte laterali. Quella a destra è la comune. Tra la mobilia ¿ di una eleganza severa ¿ c'è un tavolino, verso il lato sinistro, e c'è un basso divano, addossato alla parete di fondo, tra l'uscio e l'angolo a destra. SCENA I CESARE, il SERVO, poi DON CANDIDO. Cesare (è un uomo sulla cinquantina, alquanto emaciato. Il suo sguardo è scialbo, spesso smarrito nel vuoto. I suoi occhi sono cerchiati di livido. Il volto è pallido, ma gli zigomi sono come macchiati di rosso. Egli ha un portamento da gran signore e veste con sobrietà e raffinatezza. ¿ È sdraiato su una poltrona, accanto al tavolino, con le gambe a cava...

  • av Galilei Galileo
    328,-

    Degno di grandissima considerazione mi è parso, avanti che discendiamo alla speculazione delli strumenti mecanici, il considerare in universale, e di mettere quasi inanzi agli occhi, quali siano i commodi, che dai medesimi strumenti si ritraggono: e ciò ho giudicato tanto più doversi fare, quanto (se non m¿inganno) più ho visto ingannarsi l¿universale dei mecanici, nel volere a molte operazioni, di sua natura impossibili, applicare machine, dalla riuscita delle quali, ed essi sono restati ingannati, ed altri parimente sono rimasti defraudati della speranza, che sopra le promesse di quelli avevano conceputa.

  • av Bertelli (Vamba) Luigi
    240,-

    Io dovrei cominciare, cari ragazzi, dal descrivervi la villa Almieri vista in una bella giornata di Luglio, verso le due e mezzo, quando tutta la campagna si distende, quasi desiderosa di riposo, in quella gran quiete e in quel gran silenzio che neanche le cicale, le quali sono gli insetti più sfacciati che si conoscano, s'azzardano a disturbare. Ma so, per esperienza, che le descrizioni voialtri le saltate a pié pari, sicché sarebbe una fatica buttata via: d'altra parte non vi sarà difficile, credo, immaginare una bella casa tutta bianca, con le persiane verdi, sotto le quali sporgeva un bel davanzale di pampini portati fin lassù da due grosse viti d'uva salamanna ch'erano piantate alle...

  • av Manzoni Alessandro
    240,-

    IL DOGE È giunto il fin de¿ lunghi dubbi, è giunto, nobiluomini, il dì che statuito fu a risolver da voi. Su questa lega, a cui Firenze con sì caldi preghi incontro il Duca di Milan c¿invita, oggi il partito si porrà. Ma pria, se alcuno è qui cui non sia noto ancora che vile opra di tenebre e di sangue...

  • av John Stuart Mill
    240,-

    Io mi propongo in questo saggio, di spiegare colla maggior possibile chiarezza, le ragioni sulle quali si fonda una opinione, che io ho abbracciata fin da quanto si formavano le mie prime convinzioni sulle questioni sociali e politiche, e che ben lungi dal fiaccarsi e modificarsi colla riflessione e la esperienza della vita, non fece che ingagliardire viemmeglio con esse. Io credo che le relazioni sociali dei due sessi, che sottomettono l'un sesso all'altro in nome della legge, sono cattive in sè stesse, e costituiscono oggidì uno dei precipui ostacoli che si oppongono al progresso dell'umanità...

  • av Kahn Ciro
    240,-

    La « Villetta Nadir » non aveva nulla che la distinguesse dalle tante altre villette, modeste e ad un solo piano, disseminate nei dintorni della metropoli. Era tuttavia ben nota da che vi viveva E. I. Sedana: l¿astronomo e filosofo insigne. Il cancelletto cigolò lamentosamente e un individuo indistinguibile nel buio della notte ne uscì allontanandosi in fretta. Quello che era accaduto nella villetta non fu possibile chiarirlo così presto come sarebbe stato utile.

  • av Manzoni Alessandro
    240,-

    Le Notizie Storiche premesse a questa tragedia non son altro che una serie di nudi fatti scelti nelle cronache e nelle memorie d¿ogni genere, che ci rimangono dell¿epoca rappresentata nella tragedia stessa. S¿è detto scelti; perchè quelle cronache e quelle memorie sono non di rado così discordi tra loro, che dalla lettura di esso risulta tutt¿altro che un concetto unico di storia...

  • av Barrili Anton Giulio
    240,-

    Se d'ogni cosa che si è fatta, o si sta per fare fosse costume di cercar le ragioni, si troverebbe alla stretta dei conti che queste ragioni si restringono a poche, e non tutte sufficienti, come le voleva il Rosmini. Io, per esempio, son venuto a Parigi senza un vero perchè, senza un bricciolo d'interesse, o la scusa di una grande curiosità, solamente per fare come tutto il mondo, in questi tempi d'esposizione universale. Ed eccomi qui, con mezzo mondo alle costole. L'altra metà c'è' già stata, povera lei, con un caldo assaettato, mentre io ci son giunto e ci sto con un fresco che innamora. Appartengo alla gran metà dei soddisfatti, non c'è che dire.

  • av Giuseppe Rensi
    328,-

    Nobile e meritorio è il dolore che provi per non riuscire a liberarti come vorresti dalle tue passioni e ad elevarti alla perfezione morale. È un dolore che non vorrei toglierti del tutto, perchè esso è fecondo di sforzi e di progresso. Però un piccolo conforto desidero di dartelo. Tu non sei un uomo; sei l'uomo. Sei uno con tutti gli uomini del passato e del futuro. Sei un filo, una trama, una treccia, un nodo di quell'unica «corda tesa» nel tempo (per usare l'espressione nietzschiana) che è l'umanità; un momento di quel corso unico che questa è.

  • av Monnier Marco
    240,-

    ¿ Sì, me ne ricordo, mio caro. Eravamo sotto la seconda repubblica, in una bella sera di settembre, nel parco di mia madre, ai PlanssousBois. Alcuni amici erano venuti a visitarmi e mi avevano trovato sulle furie contro il romanzo Graziella che avevo letto in quel giorno. «È falso, ¿ io esclamava colla prepotenza della gioventù, ¿ è falso da cima a fondo; questi Napolitani non hanno mai esistito. Io puro ho avuto una Graziella nella mia vita passata; e adesso voglio farvela conoscere.»

  • av Grazia Deledda
    328,-

    Fu una sera dell'aprile scorso che il possidente Davide D'Elia, tornandosene in calesse da una sua fattoria, credette di vedere in mezzo alla strada un agnellino sperduto: guardando meglio si accorse che era un bambino, avvolto in una vecchia sciarpa di pelo nero; così piccolo che al sopraggiungere del veicolo non si mosse neppure, tanto che il cavallo stesso, non facendo a tempo a scansarsi, si fermò di botto. Davide però non era un uomo curioso, né si turbava facilmente: adesso poi, dopo la morte in guerra del suo unico figlio diciottenne, era diventato ancor più duro, col cuore arso da una invincibile ira contro Dio e contro gli uomini. Pensò che il bambino lo avesse deposto lì qualch...

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