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Nove fiate già appresso lo mio nascimento era tornato lo cielo de la luce quasi a uno medesimo punto, quanto a la sua propria girazione, quando a li miei occhi apparve prima la gloriosa donna de la mia mente, la quale fu chiamata da molti Beatrice, li quali non sapeano che si chiamare. Ella era in questa vita già stata tanto, che ne lo suo tempo lo cielo stellato era mosso verso la parte d'oriente de le dodici parti l'una d'un grado, sì che quasi dal principio del suo anno nono apparve a me, ed io la vidi quasi da la fine del mio nono. Apparve vestita di nobilissimo colore, umile ed onesto, sanguigno, cinta e ornata a la guisa che a la sua giovanissima etade si convenia. In quello punto d...
Ogni paese ha la sua lingua musicale, le cui peculiarità di concezione e di costruzione si formarono a poco a poco e furon tramandate più o meno fedelmente dai musicisti. Così, più o meno interrottamente ebbe ed ha tuttora una lingua musicale originale la Francia, così l'ebbe l'Italia e l'ha tuttora sebbene un poco modificata da veri e propri barbarismi, di cui la sorgente è o la musica francese o, se non sempre direttamente, la musica tedesca e, meglio, la musica wagneriana. E per linguaggio musicale moderno dell'Italia intendo di necessità il linguaggio del melodramma, poichè da quando comparvero i grandi compositori...
"Signore Iddio, vi ringrazio. Siate benedetto, o Signore, nel vostro splendore e nella vostra oscurità, nel bene che fate e nel male che permettete, nella rivelazione e nel mistero, in questo mondo e nell'altro, perché Voi solo sapete. Restino con Voi i cuori puri che mai non conobbero i turbamenti del peccato; vengano a Voi i cuori ardenti che la passione tormenta; accoglieteci tutti, mio Dio, nella vostra misericordia." Sulle ultime parole il prete, che già stava in ginocchio cogli occhi rivolti al cielo, chinò la testa, e rimase lungamente assorto in un'estasi mistica. Era il tramonto, ed era la stagione più calda dell'anno. A tanta altezza sopra i viventi il sole calava in uno sfol...
In tutto il vastissimo impero cinese è celebre anche ä dì nostri dopo tanti e tanti secoli l¿eroica fedeltà dell¿antico Leango (nella Storia Tchao-kong). In una sollevazione popolare, da cui fu costretto a salvarsi con l¿esilio l¿imperadore Livanio suo signore, per conservare in vita il piccolo Svenvango, unico resto della trucidata famiglia imperiale, offerse Leango con lodevole inganno alle inumane ricerche de¿ sollevati, in vece del reale infante, il proprio figliuolo ancor bambino, da lui nelle regie fasce artifiziosamente ravvolto; e sostenne a dispetto delle violenti tenerezze paterne di vederselo trafigger su gli occhi, senza tradire il segreto...
Il nome di Carlo Dickens non ebbe mai gran voga in Italia. Non se ne saprebbe dire esattamente il perchè. Altri scrittori stranieri, meno importanti, riuscirono a divulgarsi fra noi rapidamente e a godere, inoltre, di una incontrastata popolarità: Carlo Dickens, vivo, fu noto soltanto a quelli che si tenevano in contatto con la cultura europea; morto, soffrì l'infamia di traduzioni raffazzonate o monche, che certo non valsero ad allargargli la cerchia dei suoi già scarsi ammiratori. Mentre in altri paesi, in Francia, in Germania, perfino in Russia, si hanno da tempo traduzioni complete delle sue opere, che si stampano e si ristampano con continuo profitto degli editori, in Italia si ebbe ...
"An American Robinson Crusoe" by Samuel B. Allison is a thrilling and captivating adventure novel that follows the remarkable journey of a young man named Robert Russell, who finds himself stranded on a remote island after a shipwreck. Drawing inspiration from the classic tale of Robinson Crusoe, this novel presents a unique and modern twist on the theme of survival, resilience, and self-discovery.The protagonist, Robert Russell, is a resourceful and determined young American who must navigate the challenges of surviving in an unfamiliar and harsh environment. Alone on the island, he must learn to adapt to his surroundings, find food and shelter, and overcome various obstacles in order to ensure his survival.As Robert's days turn into weeks and months, he develops a deep connection with the island and its natural wonders. The novel beautifully captures his awe and appreciation for the beauty of nature, as he explores the island's flora and fauna, discovers hidden caves and water sources, and learns to live in harmony with the environment.Throughout his solitary journey, Robert's resilience and ingenuity are put to the test. He constructs tools, devises clever solutions, and learns to hunt and fish, showcasing his determination to overcome adversity. The novel portrays Robert as a modern-day adventurer, embracing the challenges and uncertainties of his situation with unwavering courage.As time passes, Robert's isolation is punctuated by moments of reflection and self-discovery. He grapples with questions of identity, purpose, and the meaning of life as he searches for a sense of belonging in his solitary existence. These introspective moments add depth and complexity to the narrative, inviting readers to ponder the universal themes of human existence.Samuel B. Allison skillfully weaves a tale of adventure, exploration, and inner growth. "An American Robinson Crusoe" offers readers a captivating and thought-provoking journey into the heart of survival and self-reliance, as well as a poignant exploration of the human spirit's capacity to endure and find meaning even in the most challenging of circumstances.
Una volta, io scrissi di un bambino biondo e reale. Mi faceva pensare la stranezza della vita precoce, in cui le care ingenue puerilità erano sacrificate ai doveri inflessibili di un¿alta educazione, in cui i soavi sensi infantili erano in urto con la rigidezza del cerimoniale: piccola anima gaia e noncurante che doveva informarsi, troppo presto, a grandi e severi sentimenti. Tale l¿intenzione d¿arte, vivificata da un sentimento tutto femminile di simpatia. Da coloro cui l¿astrazione dell¿ideale politico intorbida la serenità del giudizio, fu intesa male o non fu voluta intendere: fu detta adulazione, cortigianeria, servilismo, e furono usate altre parole consimili, a cui la volgarità de...
Questo mio piccolo libro, denso di fatti e di ragionamenti, farà pensare. Ogni pensiero susciterà dubbi d'ogni sorta: eppure l'anima mia, scrivendo, è sgombra d'ogni dubbiezza: la mente è tutta vibrante d'energia e di serenità, come se una primavera di luci, di verità, di bellezze ideali prorompesse gaia da tutte le misteriose profondità dell'essere, infondendomi una gioia di vita interiore che non saprei descrivere. Giusto, è carnevale: e molta brava gente prova gusto a mascherarsi, nelle fogge più strane: invece, io provo una voluttà indicibile nel buttar via ogni maschera d'ipocrisia sociale: e spalancare il cuore, come uno sportello.
Sala di redazione del giornale politico quotidiano La Lotta. Uscio comune in fondo, che dà su un corridojo. Due scrivanie, disposte lateralmente, quasi di fronte. Un tavolino in mezzo, ingombro di giornali. Due vetrine; scaffali; un canapè; poltrone; seggiole. Alle pareti un orologio, un manifesto illustrato del giornale La Lotta; altri avvisi, ecc. Al levarsi della tela, la scena è vuota. Poco dopo s¿apre l¿uscio e Cesare D¿Albis mostra dalla soglia la stanza vuota a Livia Arciani. D¿Albis: Ecco, vedete? non c¿è. Prego. Lascia passare Livia: Non c¿è davvero. Livia: Ma sì, lo credo... lo vedo. D¿Albis: No, scusate: insisto; ho voluto darvi la prova, perché non abbiate a sospettare. ...
Il castello, nel quale il mio domestico s'era deciso di penetrare a viva forza, anziché permettermi, deplorevolmente ferito come io era, di passare una notte all'aria aperta, era una di quelle costruzioni, indecifrabile miscuglio di grandezza e di melanconia, che hanno per sì lungo tempo innalzate le loro rocche eccelse in mezzo agli Apennini, tanto nella realtà quanto nell'immaginazione di mistress Radcliffe. ¿ Secondo ogni apparenza, esso era stato abbandonato temporariamente e tutt'affatto di recente.
La corte di una vecchia casa. A destra la tromba del pozzo, a sinistra la porta di un magazzino, in fondo il portico e l'androne. Sotto il portico, a destra, l'uscio a vetri della portineria, a sinistra la scala, in mezzo il cancello dell'androne. Al di là del cancello, a destra, l'uscio per cui si entra in portineria, in fondo la porta che dà sulla strada. Sull'imbrunire. Nella via passa di tanto in tanto della gente, e cominciano ad accendere i lampioni. Si ode la Luisina strillare: Secolo! Pungolo! Corriere della sera! SCENA I Giuseppina e Luisina. GIUSEPPINA (attraversando il portico, dalla sinistra, e chiamando verso la portineria). Ehi, Màlia, è ora di accendere il gas. LUISINA...
Un verde da vetriolo ammutolisce nei prati, le camere da pranzo sentono l'autunnale tanfo delle castagne lessate, e le cortine delle finestre prospicienti all'orto putono come una malora alla caduta delle pulverolente cimici selvatiche. Ridiventa buono l'interno dell'osteria. Le partite a tarocchi e a bazzica, cui l'estate avea disperse o confinate in un angolo del pergolato per poche ore del vespro, si riuniscono di nuovo gagliardamente dietro la ghisa della cucina, e si protraggono fino a notte tarda. L'osteria di Borgo Grezzo non ha titolo speciale, perché è unica; e le basta l'insegna della frasca; e la rinomanza dell'ostessa Ghitona.
Voi mi avete già dato due volte il battesimo di vostro rappresentante; ed io finora ho fatto ben poco per meritarmi questo onore. Cinque o sei discorsi, molte votazioni coraggiose, sia che il coraggio fosse contro i ministri o (cosa più difficile) contro le opinioni popolari; molte assenze dalla Camera; nessun gallone, neppur quello di caporale, all'uniforme di deputato. Ecco, per parlarvi la lingua di moda, il bilancio attivo e passivo del vostro rappresentante. Io però ho sempre creduto che l'ufficio di deputato abbia una vita ben più larga di quella che corre fra l'urna elettorale e il decreto regio che scioglie la Camera; ho sempre pensato che l'orizzonte in cui si deve muovere la vit...
Fu l¿ateniese Temistocle uno de¿ più illustri capitani della Grecia. Conservò egli più volte alla patria, col suo valore e cö suoi consigli, e l¿onore e la libertà; ma dopo la celebre battaglia di Salamina, nella quale con forze tanto ineguali fugò e distrusse l¿innumerabile l¿armata di Serse, pervenne a così alto grado di merito, che gl¿ingrati cittadini d¿Atene, o temendolo troppo potente, o invidiandolo troppo glorioso, lo discacciarono da quelle mura medesime, che aveva egli poc¿anzi liberate e difese. E, considerando poscia quanto i risentimenti di tal uomo potessero riuscir loro funesti, cominciarono ad insidiarlo per tutto, desiderosi d¿estinguerlo. Non si franse, in avversità cos...
Ricco salotto in casa dell'avvocato Carpani. La comune è nella parete di fondo, verso sinistra. Due usci laterali. Quello a destra dà nello studio del Carpani. Al levarsi della tela, la scena è vuota. Entrano dalla comune Lisa, vecchia domestica con la cuffia e gli occhiali, stupida e pedante, e Ferrante Morli, bell'uomo, forte, sui quarantacinque anni, sbarbato, con folti e ricci capelli, già tutti grigi, vestito con eleganza un po' abbondante, all'americana. E in preda a una viva ansietà, ma si sforza di dominarla. Questo sforzo lo fa apparire più d'un po' strano e distratto...
Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un¿occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v¿erano né dialoghi né figure, -e a che serve un libro, pensò Alice, -senza dialoghi né figure? E si domandava alla meglio, (perché la canicola l¿aveva mezza assonnata e istupidita), se per il piacere di fare una ghirlanda di margherite mettesse conto di levarsi a raccogliere i fiori, quand¿ecco un coniglio bianco dagli occhi rosei passarle accanto, quasi sfiorandola...
Io voglio parlarvi dei vostri doveri. Voglio parlarvi, come il core mi detta, delle cose più sante, che noi conosciamo, di Dio, dell'umanità, della Patria, della Famiglia. Ascoltatemi con amore, com'io vi parlerò con amore. La mia parola è parola di convinzione maturata da lunghi anni di dolori e di osservazioni e di studi. I doveri che io vi indicherò, io cerco e cercherò, finché io viva, adempierli quanto le mie forze concedono. Posso ingannarmi, ma non ingannarvi. Uditemi dunque fraternamente: giudicate liberamente tra voi medesimi, se vi pare che io vi dica la verità: abbandonatemi se vi pare che io predichi errore; ma seguitemi e operate a seconda dei miei insegnamenti, se mi trovate...
ALBERTO che dorme su di una ottomana, GIULIA e GIORGIO GIULIA (a Giorgio che entra). Pst! Piano, che dorme! GIORGIO Te l'avevo detto io che non c'era da impensierirsi! Eccolo là che dorme e il rimorso di aver tolto a te il sonno di una notte intera non lo inquieta punto. GIULIA Non ne ha colpa. Per distrazione ha perduto due treni. Telegrafò subito, ma per un caso malaugurato il dispaccio mi venne consegnato soltanto pochi minuti fa. GIORGIO Due treni ha perduto e i suoi dispacci da Firenze ci mettono ventiquattr'ore? Sono cose che non toccano che a lui! Fammi vedere il dispaccio! GIULIA L'ho gettato via. GIORGIO Perché non indirizzare un reclamo all'ufficio telegrafico? Io non toll...
D. Fino a Zurigo? A. Che volete! Si viaggia per acquistare idee. D. Sí che a quest¿ora devi averne piene le tasche. A. Vuoi dire i taccuini. Eccone qui uno ancor tutto bianco, che m¿aiuterai a riempire. Cosa sono questi libri? D. Arturo Schopenhauer. A. Chi è costui? D. Il filosofo dell¿avvenire. In Germania ci sono i grandi uomini del presente e i grandi uomini dell¿avvenire, gl¿incompresi. Fra questi è Schopenhauer.
Ma Buscemo, il traditore, aveva di lontano scorto Fuoco, e in cuor suo meditato di perderlo. Epperò appena Pardo fu rientrato nel villaggio, si calò con prestezza dalla rupe, sulla quale era celato, e correndo a tutta lena attraverso sentieruzzi e bistorti viottoli passò innanzi al messaggiero e raggiunse Mussomeli che appena spuntava l'alba. Ansante e trafelato superò la costa che sta tra il torrente e il paese, e quivi rifatto il respiro chiese del capo delle guardie del Re e mosse alla volta del suo alloggio.
Sí che mi avete fatto venire il prurito di abbatuffolar concetti, ed a rompicollo mettermi a schiccherare. Non sono due giorni, un mio e vostro amico mi ha portato il libro della Jettatura. L'ho divorato come gli affamati fanno di un boccon di pane. Lo credereste, mio signor D. Nicola? «Mirai appena, e tosto il furor presemi», né piú, né meno. A misura che mi sono avanzato nel leggerlo, m'ha sentito muovere nelle viscere un vespaio, ed invaso non so da qual estro come un matto ho gridato nella mia stanzettina: «Sí Signore, avete ragione: è cosí, è cosí senz'altro».
- Bettina, accendi subito il caminetto - disse Clarenza, entrando in salotto e volgendo la sua parola a una donna sulla cinquantina, che stava spolverando con una spazzola di penne i mille ninnoli, di varia maniera, posati per ornamento sopra la mensola di un caminetto, sormontato da un grande specchio. - Nel momento - rispose la Bettina, e chinandosi per accomodare la legna, disse alla sua giovane padrona: - Indovini un po', signora Clarenza, chi ho veduto or ora, per la strada, mentre tornavo a casa. - Sarà un po' difficile...
La corteccia dell'inverno si screpola: vene rosse fra il nero delle nuvole e sfumature verdi sulla terra scura annunziano il ritorno della buona stagione. Verso il tramonto la luna nuova appare sull'occidente schiarito, come una barca che dopo un viaggio fortunoso rientra felicemente in porto; e il suo chiarore glauco si riflette sul verde cupo degli allori laggiú negli avanzi dei parchi invasi dalla marea delle nuove costruzioni. Su questo sfondo di orizzonte si delinea la città nuova, coi suoi palazzi bianchi, le terrazze aeree festonate di panni tesi ad asciugare; con qualche cipresso nero che ravviva intorno a sé il colore liquido del cielo: e da questa montagna di costruzioni, che d...
È difficile immaginare una gioventú piú monotona, piú squallida, piú destituita d'ogni gioia della mia. Ripensandoci, dopo tanti e tanti anni, risento ancora l'immensa uggia di quella calma morta che durava, durava inalterabile, tutto il lungo periodo di tempo, da cui erano separati i pochissimi avvenimenti della nostra famiglia. Non conobbi mia madre, che morí nel primo anno della mia vita. La famiglia si componeva del babbo, notaio Pietro Dellara; d'una vecchia zia di lui, una zitellona piccola, secca come un'aringa, che dormiva in cucina dove aveva messo un paravento per nascondere il letto, e passava la vita al buio dietro quel paravento; di mia sorella maggiore Caterina, che si chia...
Una mano raccoglie il volto d'ombra teso nella notte, pieno di luce fredda, bianco come il viso degli astri vaganti. Tacita la speranza s'innalza, protesa nel regno d'ombra, a un miraggio lontano.
Il poeta ha toccato da molti anni il vertice della fama; e vi siede tranquillo, con il consenso generale, senza contrasti. Leone Tolstoi è glorificato insieme e scomunicato. Intorno al Carducci non risuonano ora che lodi; e s'inchinano a lui, da un pez-zo, anche gli avversari di un tempo. Lo stesso Max Nordau, che ha messo tanto studio a trovare il bacillo della «degenerazione» negli scrittori contemporanei più in voga, si è come fermato dinanzi al Carducci: anzi ha espressa la sua meraviglia che un ingegno così li-bero e animoso sia insieme così equilibrato e così sano; e abbia potu-to fiorire nel nostro tempo...
Efficace la frase, Voi non lo conoscevate, onorevole Depretis, il ventre di Napoli. Avevate torto, perchè voi siete il Governo e il Governo deve saper tutto. Non sono fatte pel Governo, certamente, le descrizioncelle colorite di cronisti con intenzioni letterarie, che parlano della via Caracciolo, del mare glauco, del cielo di cobalto, delle signore incantevoli e dei vapori violetti del tramonto: tutta questa rettorichetta a base di golfo e di colline fiorite, di cui noi abbiamo già fatto e oggi continuiamo a fare ammenda onorevole, inginocchiati umilmente innanzi alla patria che soffre; tutta questa minuta e facile letteratura frammentaria, serve per quella parte di pubblico che non vuol...
La scena rappresenta lo scrittojo del romanziere Ludovico Nota. È un'ampia stanza d'affitto, con vecchi mobili scompagni, comperati di combinazione: alcuni, più volgari, di proprietà della signora Onoria; altri, del romanziere. Nella parete di fondo, un grande scaffale di libri; in quella a destra, tra due finestre guarnite di vecchie tende ingiallite, una scrivania alta, da scrivervi in piedi, col palchetto sottostante ingombro di grossi dizionari. Nella parete a sinistra, un divano d'antica foggia ricoperto di stoffa chiara a fiorami, con merletti appuntati sulla spalliera e ai bracciuoli, forse per nascondere il sudicio; poltrone, seggiole imbottite, un tavolinetto con ninnoli: tutto n...
Voi dovete capire da voi stessi che è un pö difficile seguir le avventure di Peter Pan senz¿avere una certa familiarità coi giardini di Kensington. Essi sono in Londra, dove vive il re d¿Inghilterra, ed io ho l¿abitudine di condurci ogni giorno il mio David, salvo il caso che sia decisamente infreddato. Nessun bambino ha mai visto tutti, tutti i giardini, per la ragione che vien sempre così presto l¿ora di tornare a casa. E la ragione per cui vien così presto l¿ora di tornare a casa è questa, che, se voi siete così piccoli come il mio David, appena fa buio, avete subito sonno. Se vostra madre non fosse più che sicura di questo, non vi manderebbe a letto tanto di buon¿ora...
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