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  • av Ton Milan
    273,-

    Il saggio vuole riconfermare decisamente quei principi etici che derivano dalla realtà con la sua sovrastruttura di leggi ed energie, libera da ogni concezione religiosa che l'adombra, smarrendone il senso, per cui l'umanità facilmente sbanda tra falsità, ignoranze, illusioni, violenze e guerre.Tutte le religioni poggiano per la propria credibilità su colonne che si ritengono incrollabili, su concetti che si considerano inconfutabili, per cui si interpella la scienza per demolirle. Viene presa in esame la religione cristiana, più specificatamente quella cattolica, che più di ogni altra si avvale di astruse impostazioni fantasiose che frenano il volo dell'intelletto verso gli orizzonti veritieri, approdando a considerazioni fuorvianti di Dio e della sua corte celeste.Tutte le religioni poggiano per la propria credibilità su colonne che si ritengono incrollabili, su concetti che si considerano inconfutabili, per cui si interpella la scienza per demolirle decisamente. Viene presa in esame la religione cristiana, più specificatamente quella cattolica, che più di ogni altra si avvale di astruse impostazioni fantasiose che frenano il volo dell'intelletto verso gli orizzonti veritieri, approdando a considerazioni fuorvianti di Dio e della sua corte celeste.È opinione di molti studiosi che per la fede cattolica (come tutte le altre) si obbligano gli uomini a credervi sin dall'infanzia, appagandosi e consolandosi con le illusioni celestiali, le gioie festive e le idolatrie di coloro che si ritengono eccelsi e santi, genuflettendovisi, dimentichi perfino della divinità suprema, in cui credono e alla quale tutto sarebbe dovuto, oltre l'esclusivo ossequio.Con la demolizione dell'edificio della fede, in cui si cresce, si percepisce quella limpidezza che porta ad agire con maggior sicurezza contro le paure e le ignoranze, per cui il mondo versa in gravi condizioni sia per i conflitti, sia per gli inquinamenti.

  • av Ton Milan
    243,-

  • av Ton Milan
    220,-

    Da qualche tempo, ma sarebbe meglio dire da qualche secolo, le religioni stanno vivendo un periodo molto critico, anche se qualcuno, ottimista, pensa che ci sia un revival disordinato, cioè un ritorno alla fede non ben lineare. In ogni modo la crisi è profonda, ma non c'è da stupirsene, perché il Cristianesimo, come tutte le altre religioni, si fonda sulla sabbia della fede, non sulla roccia della realtà. Aver fede in una divinità, come viene insegnato ai bambini, significa credervi con certezza, anche se non è stata mai vista e nemmeno percepita. Ciò che il cuore avverte con una immagine sacra o con la Bibbia è un sentimento che non deriva dal Cielo, ma dal cuore, dal proprio io profondo. Tutta la credenza relativa alla divinità è una montatura che l'uomo ha elaborato, senza alcun riscontro, se non la pace intima e l'illusione di essere ascoltato.Qualcuno, consapevole di astrattezze dogmatiche e di contraddizioni non più accettabili, si sforza di eliminarle per presentare la fede in una versione rinnovata e salvare così il Cristianismo (analogo sforzo ci sarebbe presso le altre confessioni). Tuttavia alcuni spiriti inquieti, nella scia dei coraggiosi del passato, insistono contrastando sia costoro sia il Magistero, per rendere vittoriosa la verità e radiosa la sua luce, così da migliorare la vita individuale e sociale.

  • av Ton Milan
    233

  • av Ton Milan
    213

  • av Ton Milan
    224,-

    La ricerca di un orientamento sicuro, l'ansia della dignità personale e l'incanto dell'amore costituiscono il pathos di queste liriche, scritte in un lungo arco di tempo, al margine del dramma esistenziale dell'autore. Inizialmente egli visse nell'umile ambiente contadino della Puglia del dopoguerra, che gli resterà sempre impressa nel suo cuore; poi si trovò nel torbido clima sessantottesco di Milano. Questa, divenuta la sua seconda città natale, sfociò in seguito, sull'onda del progresso, nel terziario dei computer, subentrato alla sparizione delle grandi fabbriche manifatturiere. In queste ambientazioni ebbe modo di affinare la sua modesta poesia, sempre fedele alla ricchezza spirituale, non lasciandosi abbagliare dallo sfolgorio del consumismo. Ton Milan è autore di numerosi saggi a tema filosofico-religioso e di due romanzi autobiografici: "Il confino del silenzio" e "La scelta dell'ignoto".

  • av Ton Milan
    249,-

    L'autore, prima sordastro incompreso durante la fanciullezza e l'adolescenza per le malattie infantili e poi totalmente sordo in gioventù per un intervento chirurgico, si era sentito sospingere a porsi domande di natura intima-spirituale, senza tuttavia sapervi rispondere esaurientemente. Fu un processo tormentato sia per l'emarginazione subita, sia per la religione che lo attirava e nel contempo lo respingeva. Non potendo risolversi nel suo paese natale, decise di emigrare nel Nord. Nell'ambiente stimolante di Milano il silenzio, che era stato dapprima convulsamente rifiutato, e poi accettato, gli ha favorito quelle ascensioni sempre più ardite che gli hanno permesso di pervenire all'illusorietà di ogni religione, partendo da quella cristiana. Acquisita la propria stabilità e autostima, ha ritenuto opportuno narrare la genesi della sua evoluzione. Dopo "Il confino del silenzio", ambientato nel Sud contadino, questo romanzo è legato al Nord industriale e al trasferimento in Messico.

  • av Ton Milan
    185,-

    L'autore narra le vicende di un ragazzo sordastro che visse in una famiglia contadina di impronta feudale. Alla spensieratezza infantile seguì un'adolescenza inquieta, durante la quale ebbe fede in Dio, finché ventenne divenne sordo per un intervento chirurgico. Per risolvere la sua emarginazione si avvalse della lettura labiale, ma crisi ribellistiche lo tormentarono, infine decise di emigrare nel Nord. Ton Milan, figlio della Puglia contadina, quarto di 6 fratelli (di cui il primo morto alla nascita per idrocefalia), concepiti da due coniugi consanguinei, visse una vita spartana. Affetto da sordità parziale, che aveva sin dalla nascita, divenne poi sordo per un intervento chirurgico. Crisi intime lo tormentarono, ma senza mai interrompere gli studi. Infine emigrò nel Nord, vivendo il '68 studentesco e avendo occasione di recarsi all'estero, soggiornando in Messico e visitando Praga e Kiev. Per le sue crisi religiose comprese che Dio era in realtà la sua coscienza.

  • av Ton Milan
    275,-

    L'autore, dopo aver scritto i saggi "Dio, controstoria di un mito", "Religioni, uno scandalo millenario" e "L'inganno dei Vangeli", approfondisce ulteriormente il tema del Cristo elaborato, cui unisce la lunga e tragica carrellata del messianismo bimillenario, sconvolgente in gran parte per spietatezza, bestialità e incoerenza, di cui sono stati autori anche non pochi santi. La Chiesa Cattolica, con la sua struttura piramidale, si è inserita abilmente nel solco costantiniano per dominare da Roma il mondo, assicurandosi prima vasti possedimenti e inserendosi poi nell'alta finanza per gestire il suo immenso tesoro. Tutto ciò all'ombra di Pietro, il principe degli apostoli, cui Gesù avrebbe affidato le chiavi del suo regno, che però sarebbe stato tutt'altro. Tuttavia questo è stato trasferito nel Cielo; inoltre sembra che lui non sia mai stato nella città eterna, mancano le testimonianze (sono voci vaghe quelle relative alla sua tomba, mai trovata). Invece Paolo vi ha dimorato, senza riferire nulla di lui.

  • av Ton Milan
    241,-

    I Vangeli canonici, che sono 4, si presentano avvolti in un alone particolare per cui il fedele è portato a credere alla sua veridicità. Per "lacerarlo" sono stati necessari i riferimenti storici, i confronti con i testi ebraici e gli effettivi significati dei vari termini. Vi emerge la storia non di un Dio incarnatosi, ma di un uomo, esaltato o idealista, che voleva un regno di amore e giustizia su questo pianeta, ritenendo uguali gli uomini. Il suo ideale è stato trasferito nel Cielo, riservandolo alle anime, la cui resurrezione è stata resa possibile dal suo sacrificio sul Calvario. Ma questo ripiego è illusorio ...

  • av Ton Milan
    271,99

    LÕautore affronta il tema del Cristo, elaborato dagli scribi, che avevano fatto dell'Antico Testamento la sua rivelazione. Se questo libro sacro ? un prodotto della fantasia umana con lÕesposizione del Dio, creatore e guerriero, cui si sono adattati i vari personaggi, lo ? pure la narrazione di Ges? come Suo figlio unigenito.Sono notevoli le contraddizioni che rendono incredibile lÕavventura di Ges?, avvolto nella sua divinit¿. Le analisi svolte evidenziano la sua natura umana, mascherando lÕanelito del suo regno dellÕamore, senza classi, essendo biologicamente uguali gli uomini. Tuttavia un regno impossibile, per cui ? stato trasferito nel cielo per le anime. AllÕombra di questa credenza sono state commesse atrocit¿ inenarrabili e guerre, favorendo da una parte la crescita abnorme della ricchezza e dallÕaltra una squallida miseria, lenita solo dallÕinesistente premio del Cielo. L'autore demolisce questa fittizia religiosit¿, per offrire allÕuomo la visione limpida della realt¿ e responsabilizzarlo.

  • av Ton Milan
    249,-

    Questo è un saggio di critica delle religioni e del concetto di Dio, basato su una rigorosa analisi dei testi sacri. La credenza in Dio, argomenta l'autore, si radica nell'ambito delle vicende esistenziali e storiche. Il proposito ultimo è presentare all'uomo la realtà terrestre in cui si trova a vivere, senza, in realtà, nessuna divinità che lo abbia generato con le piante e con gli animali, nessuna entità divina personale che lo guidi, lo ascolti, lo punisca e lo premi. Niente resurrezione celeste o terrena, dunque, né vita eterna. Non c'è più, dunque, la grande illusione che ha avuto e ha gravi e incommensurabili conseguenze nella nostra storia e nella nostra quotidianità. L'autore propone inoltre un approccio spirituale alla realtà, in grado di superare un arido ateismo.

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