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Il libro affronta la lettura critica dei primi cinque libri della bibbia cattolica (pentateuco), dal punto di vista di un ateo.Vengono evidenziate incongruenze, turpitudini, crimini, falsità contenuti nella Bibbia, che ne sfatano la presunta origine divina e la perfezione soprannaturale.
Col terzo volume si concludono l'analisi ed il commento critico dei libri cosiddetti storici della Bibbia. Con il solito stile fra il serio ed il faceto l'autore vi conduce alla conoscenza della Bibbia impresentabile, quella che non vi hanno mai fatto leggere.In questo libro cambia lo stile dell'autore, molto più discorsivo e narrativo e con capitoli più lunghi ed articolati
Nel suo quarto volume l'autore, Pietro Micaroni, passa ad esplorare e commentare i libri "sapienziali", da Giobbe a Siracide.Ci aspetteremmo di trovare in questi libri idee, pensieri profondi, che trascendano dai limiti di una o più religioni per diventare patrimonio dell'umanità, allo stesso modo della filosofia greca.Purtroppo non è così, la saggezza biblica è davvero poco profonda, per nulla originale, di scarso interesse già all'epoca della sua elaborazione, figurarsi al giorno d'oggi.Si tratta di riflessioni funzionali ad una religione legata a doppio filo con il potere, anzi essa stessa potere assoluto e spietato, in cui le classi subalterne, i figli, le donne, gli schiavi erano le vittime predestinate.L'autore vi aiuta a scoprire le contraddizioni e la pochezza di questo pensiero, di certo sopravvalutato solo perché acriticamente accettato dai credenti delle religioni cristiane e dell'ebraismo.
ultimo tomo della mia fatica, narra degli ultimi libri della Bibbia, dagli Atti all'Apocalisse, sempre con la vena ironica e dissacrante che mi contraddistingue.
Il libro commenta gli ultimi libri del vecchio testamento che hanno un filo conduttore: Le profezie, che l'autore dimostra essere false, in particolare quella più importante per i credenti: La previsione dell'avvento, della passione e della morte di Gesù Cristo. Col la solita ironia Pietro Micaroni ci mostra le assurde forzature attraverso le quali, estrapolando dal contesto singoli versetti, gli esegeti di professione ci hanno portato a credere che il personaggio Gesù fosse stato annunciato dai profeti biblici.
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