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Grandi figure, tra cui i miei genitori, hanno attraversato la mia vita alle quali tanto o tutto devo, figure gigantesche che mi hanno consentito di crescere libero nello spirito e nell'amore incondizionato per la conoscenza, via maestra verso la saggezza. Non posso dire di avere raggiunto quest'ultima meta, il suo confine è ancora lontano, incompiuto è il mio cammino, ma mi rimane un pezzetto di tempo e la speranza, come si dice, è l'ultima a morire. Voglio crederci che sia davvero così: vedrò e farò altre cose, e, forse, avrò ancora un segmento di respiro per poterne scrivere. (Dalla Premessa di Antonio Pellegrino)Antonio Pellegrino, docente di lettere, vive ad Amorosi (BN). E' autore di svariate opere tra cui sillogi poetiche e narrative, romanzi, aforismi e alcuni saggi. Numerosi sono i riconoscimenti e gli attestati conseguiti in occasione delle sue partecipazioni a concorsi letterari sia di prosa che di poesia.
I ricordi sono lo spettro di ciascuno, sono le orme del passato, sono l'ombra che ignora i confini di Crono, sfonda i limiti degli orizzonti, sfida l'eternità. Sono essi la reminiscenza allo stato puro, sono le vestigia degli eventi, sono la poesia del cuore, sono lo spirito che diventa immagine e, a volte, come in questo contesto, parola che si fa carne e rende di nuovo vive le cose, ogni cosa che, un tempo, sia già stata. È Mnemosine colei che ha il potere di travalicare i confini dei comuni, quotidiani, eventi, di rendersi presente ai cuori raminghi, di proiettarvi immagini vive, indelebili, immagini fatte di pura evanescenza, sottili e invisibili alla storia, incorporee, eppure sensibili, generose e solidali. (Dall'Introduzione di Antonio Pellegrino)
Lo scorrere dei versi contiene la rappresentazione della visione dell'itinerario di avvicinamento, lento ma graduale, a una maturazione auspicata, a un approdo agognato, l'approdo a un vedere da sempre inseguito nei sogni: vedere il momento del crollo della maschera; vedere il momento dello sgretolamento dei riti e dei giochi della finzione esistenziale; vedere il momento della riconciliazione con il Tu, con quella parte ancora recondita dell'Io che continua a lanciare segnali del suo bisogno di nascere, del suo bisogno di crescere, del suo bisogno di emergere, finalmente, alla superficie di un mondo che ancora lo ignora, di un mondo che ancora lo relega nella solitudine e nella immobilità, di un mondo che lo rende silente e ripiegato su se stesso, dolorante, a tratti; vedere, infine, il nascere della primavera con l'intero corredo del suo rigoglioso manto di vita. (Dalla Premessa dell'Autore)
La poesia non è un incontro di corpi; è un convito di parole; è medium tra esseri ed essenze; è viaggio contemporaneo, silenzioso, nei cuori di chi scrive e di chi interpreta; è vento impetuoso che scuote memorie, che attraversano invisibili il tempo; è percorso accidentato fatto di solitudine e di deserto. In questa ottica, poeta è anche chi legge, poiché egli leggendo si legge. (Dalla Prefazione dell'Autore)
Non sempre quanto dall'editoria ufficiale viene sfornato appartiene all'ordine migliore delle cose, spesso essa, se non sempre - pilotata dalle logiche di mercato e dai bisogni di consumo di massa - appare cieca verso quanto nel mondo della poesia e della narrativa, oltre i soliti confini, di meglio esiste, e mi riferisco a quel mondo sommerso, senza angeli protettori, di scrittori, di poeti e di saggisti esordienti, o che almeno esordienti aspirano a essere. L'editore di grido ha occhi per i visibili, specie se provenienti questi ultimi dal mondo della televisione, della politica, dell'economia, del giornalismo, dello sport e dello spettacolo in genere, vale a dire se provenienti dal gran bazar dei talk show, che più che luogo del pensiero e della parola sembrano essere diventati il luogo dell'invadente esposizione e della pubblicità occulta o palese.
Alma era del tutto smarrita, brancolava nel suo presente, ove non c'era più lui, vale a dire Piero, ma non c'era neppure lei, aveva perso l'avvertenza della sua stessa vita. Inconsapevole del suo presente, era come un'astronave con i quadri di bordo in tilt, preda, ormai, delle forze gravitazionali, vagante nel vuoto senza confini descritti o descrivibili, appariva essere in uno stallo totale ove qualunque mossa potesse ipotizzare non avrebbe trovato coincidenza con nessun senso possibile di realtà. Il tempo sembrava essersi inceppato in tutto quanto era già stato.
Di alcune delle mie tante prefazioni - vale a dire di quelle contenute in questo libello - il lettore avrà modo di venire a conoscenza e potrà farsene un giudizio suo; altre non sono contemplate in questo contesto e dovrebbero far parte, poi, di un successivo volume per il quale mi sto già impegnando. Esse, come si potrà evincere percorrendo il presente lavoro, non sono mai relative a opere in versi o in prosa di scrittori o di scrittrici famosi, né di poeti noti alla cronaca, ma di autori speciali, come li ritengo io poiché da loro ho potuto attingere energie e genuine sensazioni.
Vivere davvero il tempo significa possedere la magica capacità di avvertirne il respiro, di sentirselo dentro vivo, palpitante in ognuno dei momenti del suo cammino dentro lo spazio complicato della vita. La quadridimensionalità, di cui - come tutti gli esseri straordinari - dispone, lo rende eterno, eterno come l'universo che esso stesso ha generato dal suo grembo e che, in mille e mille modi, riperpetua, proiettandone l'anima oltre ogni ostacolo, oltre ogni orizzonte, oltre ogni confine fisico o psichico, oltre ogni limite. Il tempo è, prima che ogni altra cosa, pensiero, è il pensiero di sé, è l'oltre il corpo, è l'oltre ogni vile materia, è, per l'appunto, il respiro profondo di ogni cosa, di ogni possibile essere, è il respiro del tutto, è il tutto che nel tempo trova la sintesi estrema di se stesso.
Niente e nessuno può impedire al pensiero di pensare, perché il pensiero è invisibile ad altro pensante, quindi inafferrabile da altro pensante, se non tra pensanti estremamente compatibili o telepatici, ma quest'ultima cosa, non improbabile, è altamente complessa e straordinaria. Chiunque sia povero, povero del pensiero non è, quindi è libero. Il pensiero è patrimonio inalienabile di ogni essere vivente fornito di anima, e le bestioline, come gli umani, sono dotate sia di anima che di pensiero, le bestioline sono "persone", sono, come tutti e tutto, spirito della Terra, spirito del mondo.
Rientra nelle prerogative professionali di un docente la necessità di non essere mai lontano dalle scienze umane, quelle che, ancor più delle scienze fisiche, sono in grado di penetrare l'anima dell'uomo e smontarla nei mille misteriosi frammenti di cui la stessa si compone. Del resto, non ho mai visto insormontabili distanze, non ho mai visto orridi abissi, o muri ostruenti, posti tra la poesia e la narrativa, tra la filosofia, la psicologia e la politica: esse sono le sovrane dello spirito dell'uomo e del mondo, della mente dell'individuo e della società; esse sono il racconto della vita, il presidio della libertà, l'avamposto della conoscenza, la frontiera dell'infinito, l'orizzonte dal quale appare, vivida di argentei riflessi, l'alba dell'eternità. Antonio Pellegrino vive ad Amorosi (BN) nella Valle Telesina, ubertosa terra, attraversata dal Volturno e dal Calore.
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