Gjør som tusenvis av andre bokelskere
Abonner på vårt nyhetsbrev og få rabatter og inspirasjon til din neste leseopplevelse.
Ved å abonnere godtar du vår personvernerklæring.Du kan når som helst melde deg av våre nyhetsbrev.
L'emigrazione ligure nelle Americhe tra l'800 e il '900 fu parte di un fenomeno imponente che riguardò l'Italia. Dal 1876 al 1915 emigrarono 14 milioni di italiani. Anche il paese di Stella, in Liguria ebbe la sua parte di emigranti: nel 1871 su 3.512 persone, 93 emigrarono oltreoceano. Dodici membri della famiglia Martino emigrarono per lo più definitivamente, quattro nell'800, otto nel '900. Sei uomini formarono una nuova famiglia con donne spesso originarie della Liguria. Due uomini ritornarono a Stella. Due donne si ricongiunsero ai loro mariti. Infine un uomo non arrivò perché scomparve con la moglie e un figlio durante il naufragio della nave.Le loro storie vengono raccontate dettagliatamente in questo libro grazie alla documentazione ora disponibile in rete.
Scopo di questo libro è delineare le biografie di Giovanni Michelangeli e di Leonida Roncagli, e raccontare le indagini svolte dalle forze di polizia sull'organizzazione clandestina del PCI negli anni '30, utilizzando i documenti inediti conservati negli archivi di Stato. Michelangeli e Roncagli furono due "militanti di professione", quadri intermedi, dirigenti del Partito Comunista d'Italia (sezione dell'Internazionale Comunista). Non erano savonesi, ma a Savona vissero e operarono nell'ambito politico locale. L'attività di Michelangeli si sviluppò nel primo dopoguerra, nel cosiddetto "biennio rosso", per poi continuare in Francia e negli Stati Uniti con l'avvento del fascismo. A Savona non tornò mai e morì a Parigi nel 1938. La carriera politica di Roncagli iniziò a Bologna sempre nel "biennio rosso" e continuò a Parigi. Finì a Savona nell'aprile 1934 con l'arresto di tutta l'organizzazione comunista locale da lui coordinata clandestinamente nei mesi precedenti.
Con la "riunione" della Liguria all'Impero Francese, votata dal Senato Ligure il 25 maggio 1805, vennero creati tre nuovi dipartimenti: Genova, Montenotte ed Appennini. Al Dipartimento di Montenotte vennero aggregati i circondari di Ceva, del Dipartimento della Stura, e di Acqui, del soppresso Dipartimento del Tanaro, e nel contempo il circondario di San Remo venne accorpato al Dipartimento delle Alpi Marittime. Divenuti cittadini francesi e sudditi dell'Imperatore, i liguri e i piemontesi dei nuovi dipartimenti si trovarono soggetti alla leva militare, il sistema di reclutamento che era stato introdotto in Francia nel 1798 con la legge Jourdan del 19 fruttidoro VI ed applicato ai maschi celibi che avevano raggiunto l'età di 20 anni. Negli anni compresi tra il 1805 e il 1814 gli uomini del Dipartimento di Montenotte coinvolti furono oltre 12.000. Questo studio raccoglie 4724 schede biografiche di coscritti, tra i quali sono presenti sostituti provenienti dai comuni dei dipartimenti confinanti.
La presenza di neofascisti a Savona nell'immediato dopoguerra venne segnalata dalla questura nel gennaio 1946 con la scoperta e la neutralizzazione del Gruppo Autonomo Barracu delle SAM, le Squadre Azione Mussolini. Nel novembre dello stesso anno si costituì il Partito Nazionale Italiano (PNI), un precursore del MSI, con pochissimi aderenti e Commissario venne nominato lo studente universitario Ferruccio Lentini, già attivo nel Fronte dell'Uomo Qualunque con Federico Mistretta. I due neofascisti diedero origine nel giugno 1947 alla prima sezione savonese del MSI. Nella città di Savona, caposaldo della classe operaia, il MSI e le sue organizzazioni collaterali, ebbero sempre poco seguito grazie al Partito Comunista Italiano (PCI) che ha svolto per lungo tempo e molto più che in altre parti d'Italia, una funzione egemonica sulla politica locale. Una egemonia incontrastata sul piano politico, storico e culturale.In provincia il MSI ebbe maggior successo, seppure molto limitato.
Il Partito Comunista Italiano ha svolto a Savona per lungo tempo una funzione egemonica sulla politica locale, molto più che in altre parti d'Italia. Una egemonia incontrastata sul piano politico, storico e culturale. Ma già nell'immediato dopoguerra a sinistra del PCI vi furono gruppi dissidenti: gli anarchici e gli internazionalisti. Col XX° Congresso del PCUS, i fatti d'Ungheria, lo scontro Cina-URSS anche a Savona nacquero gruppi e partiti filo-maoisti e marxisti-leninisti, che vennero vigilati dalla squadra politica della questura e anche dal PCI. La documentazione della questura di Savona recentemente versata all'Archivio di Stato ha permesso questa ricerca.
Le fonti per lo studio del dopoguerra savonese sono localmente molto limitate. L'unico giornale disponibile presso la Biblioteca Civica "A.G.Barrili" è il settimanale diocesano "Il Letimbro", dal n. 1 del 20 luglio 1945, le collezioni degli altri giornali conservati iniziano dal 1970. La prima cronaca savonese venne pubblicata dal giornale alleato "Corriere Ligure. Quotidiano d'informazioni a cura del P.W.B." dal 3 maggio al 15 luglio 1945, una copia in microfilm è conservata presso la Biblioteca Civica "Berio" di Genova . Alla Biblioteca Universitaria di Genova si trovano le edizioni savonesi del "Il Lavoro Nuovo" dal 1946 e de "L'Unità" dal 1948. Una fonte importante è costituita dalle relazioni settimanali e mensili che la Questura di Savona inviò al Ministero dell'Interno, relative alla situazione politica-economica e l'ordine pubblico dal luglio 1945 a tutto il 1949, conservate presso l'Archivio di Stato di Savona.
Il desiderio del Vescovo mons. Giovanni Battista Parodi, già espresso nel 1958, di documentare il ruolo avuto dai parroci diocesani durante i difficili anni della Seconda guerra mondiale venne esaudito nel 1974. Don Giovanni Farris, insegnante di Storia della Chiesa al Seminario nell'anno scolastico 1973-74, incaricò gli studenti di intervistare i parroci diocesani sul periodo bellico. L'inchiesta, dal punto di vista formativo, avrebbe potuto costituire un'ottima occasione per far conoscere, ai giovani seminaristi, i preti che li avevano preceduti. Le memorie, conservate nell'Archivio Storico Diocesano, vengono pubblicate integralmente in questo libro.
Lo scopo di questo libro è quello di illustrare, attraverso i procedimenti giudiziari ora conservati nell'Archivio di Stato di Savona, i reati a sfondo politico commessi a Savona dai giorni della Liberazione al 14 luglio 1948, giorno dell'attentato a Togliatti. Omicidi, attentati dinamitardi, intimidazioni, diffamazioni, depositi di armi nascoste, distruzioni di sedi e di giornali di destra... tutti reati connessi al passato regime e ad un presente pieno di incognite per la neonata Repubblica Italiana. Nei primi capitoli introduttivi, inoltre, viene trattata la cronaca quotidiana dei primi mesi del dopoguerra nonchè la riorganizzazione della polizia savonese e di come i partigiani divenuti agenti ausiliari di Pubblica Sicurezza siano stati immessi negli organici con notevoli polemiche.
Since 1970, Antonio Martino has authored 13 books and more than 150 papers and articles on economic theory and policy. This modern collection of writings is from Martino''s practical and theoretical perspective, as he has personally encountered many of the economic and political issues presented in these essays. Dvided into six parts, this volume discusses major economic topics such as fiscal responsibility, government and over-government, the underground economy and the failure of governments to deliver on their promises of economic prosperity, discretionary monetary policy, and the future of freedom and the human flourishing that depends upon it. Dwight Lee comments in his foreword to the volume, "From Adam Smith to James Buchanan, the insights of political economics have been motivated by, and illustrated with, contemporary concerns that keep recurring in only slightly different guises." This is certainly the case with the concerns Martino addresses in his papers.
Abonner på vårt nyhetsbrev og få rabatter og inspirasjon til din neste leseopplevelse.
Ved å abonnere godtar du vår personvernerklæring.